Alessandrots ha scritto:E un lavoro del tipo:
riscaldamento - 1km 5'30 - 1km 4'30 - 1km 5' - 1km 4' - 1km 4'30 - 1km 3'30 - 1km 5' - 1 km 4'30 - 1km 5'30 - defaticamento
ha un qualche senso?
Tempi messsi così per dare una proporzione
Ehm...secondo me no, non so che tempi di riferimento hai per i "lavori", ma fra correre a 5'30'' e correre a 3'30'' c'è un abisso, sia dal pdv meccanico che metabolico.
Mettiamo che tu corra 10 km in gara a 4'30''/km, se volessi fare un allenamento tipo quello da te descritto (diciamo un fartlek con variazioni medie e veloci) potresi fare: 4 km risc. a sensazione (da 5'30'' a 5'00'' tipo) poi 5x1000 a ritmo crescente (da 4'40'' a 4'20'' circa) con recupero di 2'-3' facili (400-500m).
Diciamo che nell'allenamento per la corsa di resistenza ogni "ritmo" ha un significato diverso dal pdv dello stimolo che tu dai al corpo.
I diversi ritmi di corsa (ovviamente togliamo gli estremi, il lentisssimissimo e la velocità sui 30m per esempio...) sono interconnessi l'uno con l'altro, ma per ogni velocità è possibile individuare un "supporto diretto" (metabolico e meccanico) solo nel ritmo un poco più lento (per la resistenza) e un poco più veloce (per la velocità).
Cioè per esempio il mio ritmo sui 10km (gara in pari) avrà un supporto diretto (prevalentemente metabolico) per la resistenza quando mi alleno a ritmo dei 20km circa, mentre avrà un supporto per la velocità (metabolico ma anche in parte meccanico perchè mi richiedo maggiore forza e tecnica) nel ritmo che terrei sui 5 km.
Questa è una delle grandi differenze concettuali tra il "vecchio" metodo (in parte ispirato a Lydiard, ma distorto nell'applicazione) che prevedeva "solo" 3 velocità: lungo lento, "soglia" (tempo run) e lavori lattacidi (speed work).
Il punto è che tra queste 3 velocità ce ne sono altre, in particolare per lo sviluppo della potenza aerobica (FONDAMENTALE nelle distanze 5-42 km) correre 10''/km più lento o più veloce, quando siamo a cavallo della soglia, può fare una differenza enorme, in termini di durata del lavoro e significato dello stimolo che fornisco all'organismo.