"Il mio sogno lungo 54 km"
Chi me lo avrebbe mai detto 10 mesi e 10 kg fa quando a giugno 2013 quando ho iniziato a correre ...
... Allora, non so da dove cominciare tante sono le cose successe e le emozioni provate, durante quello che gli organizzatori hanno definito " Un sogno lungo 100 o 50 km" . Per me questo sogno, perché di vero e proprio sogno si è trattato è stato lungo 54 km e più di 7 ore di corsa e nordic walking. Quasi tutti sapete che ho sempre praticato sport e anche se senza brillare particolarmente ho sempre fatto agonismo e gareggiato . Ho partecipato e terminato a più di duecento gare tra mountain bike e bici da strada e solo in un paio d'occasione sempre per guai meccanici mi sono arreso o ritirato. Parto da questa premessa per dare davvero un senso a quello che sto scrivendo. Molti hanno letto il post di lunedì quando in maniera avventata ho deciso di tentare l'impresa, provare a superare i miei limiti e quel momento è arrivato, dopo il ritiro del pettorale e il briefing di venerdì sera quando, sabato mattina alle 9:30 in circa 150 siamo partiti da Montalcino per affrontare questo ultra trail (talmente ultra da essere ancora più lungo dei 50 km dichiarati). Tutto il resto, non ha nulla di paragonabile a quanto fatto in precedenza, la gara è stata una vera e propria metafora della vita. Nelle sette ore e 19 minuti che è durata ho provato sensazioni ed emozioni pazzesche, dal tremare delle gambe del pregara, all'euforia dello stare insieme a partecipanti provenienti da tutto il mondo. Dalla voglia di spaccare il mondo, al rendersi conto che la fatica si stava lentamente ma inesorabilmente impossessando dei miei muscoli e della mia mente. Ho percepito il senso di solitudine e di fratellanza, di gioia e sofferenza, di caldo e di freddo. Ho messo e tolto la maglia e l'antipioggia più volte. Fortunatamente sono stato quasi tutto il percorso con altri atleti ma ho fatto il tratto più difficoltoso, quello che dal Vivo portava alle Sorgenti fino a 1100 mt. in solitudine e sotto un vero e proprio diluvio, dopo che l'atleta che mi precedeva è "saltato" a causa di un guaio muscolare. Mi sono fermato e ho cercato di aiutarlo ma purtroppo non ce l'ha fatta. Ho passato momenti di difficoltà, specialmente quando ormai ero vicino alla meta ma li ho superati solo soprattutto grazie a mia moglie e mia figlia. Non pensiate che sia retorica, non ne sono capace e non amo la retorica ma questa volta non posso non dire che se non avessi avuto loro ad aspettarmi in qualche punto accessibile del tracciato, in un qualche incrocio tra una strada e un sentiero, se non avessi sentito Sabrina, gridare "dai papi forza papi", se non avessi vista Lucia pur zoppicando corrermi dietro e incitarmi non ce l'avrei fatta. Per questo motivo sono felicissimo, è stata una esperienza umana e sportiva fantastica e anche il risultato non è così male ... per la prima volta tra i primi 60 assoluti in 59° posizione e 43° maschile, il mio primo punto UTMB e la bellissima medaglia in terracotta per aver terminato la prova.
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