FOTO DELL'ANNO

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Moderatore: leosorry

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leosorry
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FOTO DELL'ANNO

Messaggio da leosorry »

E anche il 2010 sta finendo.
Guardandomi indietro questa è la foto che mi ricorderà quest'annata in cui non ho corso.
E' stata scattata all'arrivo della Western States. Geoff Roes (a sinistra) è arrivato da 6 minuti stabilendo il nuovo record della gara e accoglie al traguardo Tony Krupicka. Entrambi hanno fatto una gara entusiasmante, di quelle da raccontare ai posteri.
Entrambi capelloni, uno barbuto, sudati, sporchi... ma felici.
Così felici da mettere da parte ogni agonismo e stringersi in un abbraccio che sa tanto di profonda stima nei confronti dell'altro.



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Bussino71
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Re: FOTO DELL'ANNO

Messaggio da Bussino71 »

Leo condivido la tua analisi, in questa foto si respira in pieno lo spirto dei Trail.... e di chi vi partecipa...
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Andamentolento
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Re: FOTO DELL'ANNO

Messaggio da Andamentolento »

La mia sarà deformazione professionale :) ma ingrandite la foto e guardate gli occhi.... Dicono tutto :D
fabiomen
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Re: FOTO DELL'ANNO

Messaggio da fabiomen »

leosorry ha scritto: Entrambi hanno fatto una gara entusiasmante, di quelle da raccontare ai posteri.
Entrambi capelloni, uno barbuto, sudati, sporchi... ma felici.
Così felici da mettere da parte ogni agonismo e stringersi in un abbraccio che sa tanto di profonda stima nei confronti dell'altro.
Bellissima fotografia che anche per me, al pari di un'altra simboleggia questa stagione. La WS100 rappresenta il SOGNO, il loro modo di apparire il SENSO DI LIBERTA’, i loro sguardi la FELICITA’ e le loro prestazioni l’INARRIVABILE. Per quanto mi riguarda devo però necessariamente aggiungere un altro elemento nel ricordo, ovvero Kilian. Per me la WS100 2010 è di loro tre. Lo è nella dinamica dell'intera corsa, con le prime 70 miglia di Kilian e Krupicka, lo è poi con la strepitosa rimonta di Roes e nuovamente con quella successiva di Kilian per il 3° posto. Qualcuno si è sbilanciato a titolare "KO di Kilian", solo come scoop giornalistico e senza dedicare successivamente una sola riga alla sua vittoria alla Reunion. Io personalmente non lo condivido, Kilan ha fatto una cosa incredibile. La sua prima WS100, l’età, le regole differenti ecc.. Solo ed esclusivamente da un punto di vista sportivo, nessun americano ha mai fatto in Europa quello che Kilian ha fatto negli Usa, ad esclusione del primo UTMB ma erano altri tempi…
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leosorry
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Re: FOTO DELL'ANNO

Messaggio da leosorry »

fabiomen ha scritto: Per me la WS100 2010 è di loro tre.
E' vero... forse senza Kilian nè Roes nè Krupicka avrebbero battuto il record di Jurek. Eccoli quindi tutti e tre (grazie per la foto a Glenn Tachiyama)

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fabiomen ha scritto: Qualcuno si è sbilanciato a titolare "KO di Kilian", solo come scoop giornalistico e senza dedicare successivamente una sola riga alla sua vittoria alla Reunion. Io personalmente non lo condivido, Kilan ha fatto una cosa incredibile. La sua prima WS100, l’età, le regole differenti ecc.. Solo ed esclusivamente da un punto di vista sportivo, nessun americano ha mai fatto in Europa quello che Kilian ha fatto negli Usa, ad esclusione del primo UTMB ma erano altri tempi…
Ok, è vero siamo stati ingiusti con il "RE", però anche quella che segue è un'immagine che merita il titolo di "Foto dell'anno": non ho mai visto Kilian in queste condizioni, in nessuna gara...
Fa ancora più impressione se confrontata con quella precedente di Geoff e Tony che si abbracciano: loro due sono arrivati con il sole, Kilian è già avvolto dalla notte...


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Simone
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Re: FOTO DELL'ANNO

Messaggio da Simone »

uff. non riesco a incollare l'immagine...
a me piace molto questa.
http://4.bp.blogspot.com/_4xMske-B6FM/T ... kilian.JPG
andrea stanco
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Re: FOTO DELL'ANNO

Messaggio da andrea stanco »

Per me la colpa è del proto delle scarpe che ha usato, sono quelle con intersuola oversize senza skeleton e rinforzi sui fianchi della tomaia. si vedono nella foto che aggiunto Simone.
fabiomen
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Re: FOTO DELL'ANNO

Messaggio da fabiomen »

leosorry ha scritto: Ok, è vero siamo stati ingiusti con il "RE", però anche quella che segue è un'immagine che merita il titolo di "Foto dell'anno": non ho mai visto Kilian in queste condizioni, in nessuna gara...
Fa ancora più impressione se confrontata con quella precedente di Geoff e Tony che si abbracciano: loro due sono arrivati con il sole, Kilian è già avvolto dalla notte...
Si hai ragione Leo, è impressionante. Li forse aveva dato tutto quello che aveva. Gli altri due non sembra neanche che abbiano fatto una corsa....

Ma a questo punto, Leo, chiedo un tuo parere. Visto e considerato che chi è intervenuto nel tuo post, come il sottoscritto, mi pare di capire che concordi sulla tua scelta di associare il ricordo del 2010 con la WS100, tu cosa ci vedi dietro? O meglio, qual'è l'elemento del mondo americano che ci fa così tanto sognare a noi europei che tutto sommato abbiamo alcuni tra i territori più belli del mondo e dei campioni che di certo non sfigurano in termini di prestazioni? Cos'è che ci entusiasma così tanto nell'osservare quei personaggi da farli quasi diventare un riferimento o un simbolo all'interno delle nostre passioni? Perchè il più di noi e ferreo e convinto dello schema Materiale Obbligatorio= Sicurezza e poi pensiamo che Krupika sia un grande perchè corre a 3.500 metri a petto nudo o senza calze? Forse è la contraddizione di quello che vogliamo immaginare ma che non abiamo il coraggio di iessere?
andrea stanco
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Re: FOTO DELL'ANNO

Messaggio da andrea stanco »

Non entro nella disquisizione di Fabio ed attendo le parole di Leo. Rispondo a precedenti con serietà (non come prima): Kilian con umiltà ha ammesso di aver sottovalutato quasi tutto prima della WS100, aver posticipato i Pirenei è stato un errore, aver corso senza zaino è stato un errore, aver attaccato dopo poche miglia è stato un errore, ecc. ecc.
A 23 anni ci stà, ha fatto esperienza ed ha messo in saccoccia una sconfitta che può valere anche più di una vittoria.
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leosorry
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Re: FOTO DELL'ANNO

Messaggio da leosorry »

Fabio mi fai una domanda proprio difficile.

è verissimo quello che dici. Il percorso della Western States fa schifo rispetto ai sentieri che fanno il giro del Monte Bianco o a quelli che ti fanno scoprire le Dolomiti. Non c'è proprio confronto: i nostri sono mille volte più belli. I panorami che si possono vedere dalla cima di una qualsiasi montagna delle Alpi ti mozzano il fiato. Marco Olmo il giorno dopo la WS del 2009 mi aveva (bonariamente ma nemmeno troppo, sai come è fatto lui ;) ) rimproverato dicendomi che gli era sembrato di correre "dentro ad un tubo"!

Però l'America... non so, forse è perchè siamo cresciuti con i sogni che ha sfornato Hollywood. A me basta vedere una foto della Pacific Coast Highway (la strada che da Los Angeles porta a San Francisco), per immaginarmi su una cabrio con lo stereo che suona, oppure mentre corro sul bordo della strada mentre l'Oceano si inghiotte il sole che tramonta.

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Pacifi Coast Highway 1

O forse è la capacità degli Americani, un popolo senza molta storia (almeno nei nostri confronti), che sanno inventare delle storie fantastiche. Ecco, io per ogni singolo metro della WS non sono riuscito a fare a meno di pensare alla storia di quella gara, a Gordy Ainsleigh che il 3 agosto del 1974 si è presentato sulla linea di partenza, lui bipede assieme a 298 cavalli

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Gordy
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Leosorry

Vedi le due foto: anche adesso che le riguardo non posso non pensare che sono passati 36 anni, ma davanti a Cougar Rock (la roccia che si vede sullo sfondo) io ho sentito ancora la presenza di Gordy. In quel momento se sovrapponi le due immagini siamo "identici", stesso piede sinistro che spinge per salire, qualcosa nella mano destra.

Ecco, forse la differenza è qui. Quali altre gare possono vantare una nascita così leggendaria?

Poi l'altra differenza la fanno i loro campioni.
Scott Jurek è un uomo di una profondità non comune. Tutti quelli che lo conoscono rimangono colpiti dal suo sguardo da bambino e allo stesso tempo dalla profondità e dal dolore che ha dentro, con cui spesso deve fare i conti... Lui al College era chiamato "The Jerker", "lo sconfitto", se vuoi "lo sfigato perdente". Sua madre ammalata di Sclerosi Multipla e lui ragazzino che studia fisioterapia per aiutarla e alleviare il suo dolore. Lui che si faceva crescere i capelli lunghi non per imitare le rock star, ma per poterli tagliare e donarli ad una fondazione che faceva parrucche per bambini sotto chemioterapia. Un ragazzo capace di fare casino fino a mezzanotte attorno ad un fuoco con una birra in mano e il giorno dopo, con 150 km già nelle gambe, scavare dentro sè stesso, nel suo dolore, alla ricerca di quel "qualcosa in più" che lo faceva andare un "po più in là". Un mito....

Geoff Roes, potete leggerlo nel penultimo post del suo blog, ancora oggi, a distanza di cinque mesi, non riesce a non pensare a che atleta formidabile sia Kilian Jornet, a quanto sia incredibilmente dotato Tony Krupicka. Eppure è lui ad averli battuti entrambi, ma sembra non riuscire a capacitarsene. Lo ammiro per questo, è un suo lato che me lo rende davvero "vicino".

E Tony... beh Tony è un pazzo. Lui incarna il sogno. Il sogno di poter correre duecentocinquanta km a settimana per mesi e mesi di seguito, inseguendo cosa? un tramonto, o un'alba su una montagna. Un sentiero non ancora calpestato, il desiderio di una vita diversa.
Poi è chiaro che i "realisti" (me compreso) ti fanno notare che così ti infortuni, che questo non è un modo "sano" di correre... però il sogno rimane intatto, la scommessa di Krupicka di vivere la corsa così è qualcosa di "titanico". Perderà le gare, passerà mesi infortunato, però lascerà un segno. Un po' come Villeneuve nella F1: ha vinto poco o niente, ma faceva divertire i tifosi. Anzi faceva qualcosa di più di farli divertire, li faceva sognare. Stessa cosa Tony: quando corre non sembra stia correndo, sembra stia scrivendo un libro o raccontando una storia. Come Steve "Pre" Prefontaine che con le sue scarpette da corsa sull'anello rosso cercava di "dipingere un'opera d'arte".

Passando ad un piano "religioso" (scusate le eresie) mi sembra che Tony abbia scelto il modo migliore di rendere grazie a Dio per il "Dono" che ha ricevuto: anzichè centellinarlo e trarne il massimo profitto, lo usa e lo spande a piene mani. Per non arrivare un giorno al cospetto del Creatore e dover ammettere a capo chino di non averlo usato fino in fondo....


ATTENZIONE:
Le mie frasi prendetele per quello che sono, un vaneggiamento del venerdì mattina :oops:
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