Partenza con la benedizione degli Sciamani, che ci regalano un cielo quasi sgombro... questo vuol dire
1)niente pioggia (finalmente), e 2)un panorama notturno bellissimo dall'alto delle montagne, sembra di essere in aereo in fase di atterraggio.
Fango a volontà, qualche metro in scivolata che neanche Hermann Maier, ma tutto procede bene: a passo tranquillo, sono tra i primi 15 (non che queste siano corse dove io possa puntare a qualsiasi tipo di piazzamento, ma insomma
Primo ristoro, freddo della madonna, il piacere di sentirsi protetti da uno strato di Gore-Tex WindStopper.
Volontari gentilissimi, come in tutti i ristori seguenti.
Correndo nella nebbia (o sono nuvole? boh!) perdo abbastanza il senso del tempo, mi diverto ed assisto a scene davvero simpatiche... le decine di occhi fluorescenti di una mandria di mucche perplesse, un gruppetto di daini (cervi? caprioli?) che attraversa il prato, un bellissimo gufo che si posa su un ramo poco distante per osservare questo stravagante essere che zampetta nel buio.
Ogni tanto mi accorgo con lieve irritazione di essere sul percorso dell' Alpago Trail, e precisamente in tratti nei quali la benzina era abbondantemente finita, così come l'estasi da gara
Insomma tutto alla grande... fino al 55° km.
Un leggero fastidio al ginocchio comincia a fare capolino, io ovviamente faccio finta di niente, dai che non è niente, dai che se ne va. Col cazzo. Entro il 60° km il fastidio è ormai dolore conclamato, ogni passo è una stilettata e tutta l'euforia della corsa va, come dire, a farsi ...benedire, diciamo.
A rendere la situazione più gaia ci pensa un collega runner che mi fa notare come da un pò non si vedano le fettucce segnaletiche... sapendo che delle menti eccelse ne hanno fatte sparire un bel pò la sera prima, la possibilità di aver sbagliato strada è concreta. Che si fa? Si va avanti? Si torna indietro? Si aspetta un segno dall'alto (ovvero un altro partecipante che ci confermi che siamo sul percorso)?
Va bè, si torna indietro, ma non è chiaro dove avremmo potuto sbagliare... il roadbook sembra dire che la strada è quella giusta, e quindi dietro-front di nuovo.
Dopo una decina di minuti in nervoso silenzio, ecco apparire una segnalazione! Per fortuna, già questi minuti e km in più non erano esattamente necessari, se poi ci perdevamo credo che mi sarei raggomitolato sul ciglio del sentiero, singhiozzando.
Cerco di alternare camminata e una goffa corsa alla Fantozzi, nel (vano) tentativo di sollecitare il meno possibile il ginocchio offeso... come potete immaginare, i chilometri passano MOLTO lentamente. Un volontario mi suggerisce che potrei ritirarmi, "...ma sei fuori, al 70°? qui nonsimollauncazzo, come disse la famosa S.Federica da Boifava!"
Ultimi km nei quali mi supererebbe anche mia nonna, e infatti mi passano a decine, centinaia, migliaia (boh, circa)! Tanto per chiudere in bellezza, un guado, una SALITA e...pioggia!!! Sembrerebbe che gli Sciamani si siano rotti le balle di aspettare
Traguardo, ennesima medaglia lignea (è l'anno delle medaglie lignee, apparentemente!) e mi fiondo a dormire in macchina. Al mio risveglio mi dico che le mie velleità oltre i 42km posso anche scordarmele, e comincio a preparare mentalmente l'inserzione su eBay per piazzare le UltraRaptor.
Adesso, a distanza di un paio di giorni, ovviamente sto cercando un'altra "garetta" per agosto...
I posti meravigliosi, il fascino dell'UltraTrail (ITRA, non rompere le balle - è un termine che tutti devono essere liberi di usare), la gentilezza dei volontari, la passione degli organizzatori, il sorriso dell'amico trailer (davvero la parola "concorrente" suona fuori logo, in queso caso)... ma sì, lo Spirito Trail esiste ancora!!!