Ho letto molti articoli che parlano di trail, del perchè una persona arriva a partecipare ad un ultra, di "spirito trail" ed altro; ognuno con le sue motivazione sempre ben argomentate.
Io la mia risposta l'ho avuta chiara, sintetica ed inaspettata sabato notte alle 21:35:45 al ristoro di Orimento. Arrivato al ristoro dopo una bella salita mentre carico le borracce e mangio qualcosa un signore del posto, capelli arruffati, baffi bianchi e sigaretta in bocca, insomma il classico laghée mi guarda, sorride e mi dice: "ma viàlter a si mia tròp a pòst" che per chi non mastica il dialetto comasco può essere tradotto in "ma voi siete tutti matti".
Ed è vero! Solo pensare di affrontare una gara come il Marathon Trail Lago di Como un po matto bisogna esserlo.
Il mio Marathon Trail in effetti è iniziato 3 settimane fa al ristoro della TDS del Piccolo san Bernardo quando sono stato costretto al ritiro per una caviglia "girata". Lì, fra imprecazioni assortite, mi sono ripromesso che se la caviglia fosse andata a posto avrei fatto il Marathon Trail, gara molto simile alla TDS per lunghezza, dislivello e tipologia di percorso.
Ed eccomi sabato 19 sulla linea di partenza, ore 8 pronti e via, si parte per un lungo viaggio.
Che sia un trail davvero duro lo capisci subito quando nei primi 12 km per salire al Monte Bregagno ti sbattono in faccia subito un bel 2.000d+ ma la vista da lassù ti ripaga di tutte le fatiche. Da lì si taglia per un bel traverso su roccette da fare a quattro mani con i bastoncini nello zaino.
Scendo per prati per arrivare ad Alpe Livea e quindi risalire, ripassare al primo ristoro per poi dirigersi verso il rifugio Tremezzo dove sento un "Lucaaa!". E' Luigi dei Muscoli del Lario che con Matteo e Corrado hanno finito di controllare il percorso.
Il tempo di una pacca sulla spalla e giù fino a Plesio con il ristoro grosso e primo intertempo. Ho più di due ore sul primo cancello, dai che sta andando bene.
Pane, formaggio, pastina due pezzi di cioccolato, un limone come digestivo, due battute con i volontari e via che si riparte.
Si sale per pochi metri e poi giù verso valle passando per Barna, un borgo dove il tempo sembra essersi fermato; sarebbe bello potersi fermare ma il viaggio è ancora lungo. Mi riprometto di tornarci con calma, una foto e via.
Arrivato a Codogna si prosegue su bitume per un paio di km fino a Bene Lario dove parte la seconda salita verso il rifugio Venini. E che salita! 1.150 metri che non mollano mai su strada poderale immersa in un bel bosco.
Qui conosco Livio, ci presentiamo, scopriamo di abitare a meno di 2km di distanza e affrontiamo insieme la salita.
Io sono un pò più veloce in salita (passo Bacinelli docet) mentre lui ha la gamba lunga in discesa, ci completiamo, la squadra è fatta, da qui in poi faremo tutta la gara insieme. Un gran bel vantaggio visto quello che poi ci attenderà.
Arriviamo al Venini e trovo Aurelio ed Angelo mie compagni di squadra che dopo aver tracciato il percorso hanno preso praticamente il controllo del rifugio.
Ripartiamo con Aurelio che ci accompagna in cresta fino all'Alpe di Lenno.
Da qui si gode di una bellissima vista sul lago di Como ed anche su quello di Lugano peccato solo per le nuvole nere che si avvicinano minacciose.
Un paio di fulmini che cadono vicino a dove siamo ci fanno mettere le ali ai piedi. Appena il tempo di indossare i gusci e ci troviamo sotto un diluvio d'acqua e grandine, mancano solo le cavallette e poi saremmo al completo.
Veloce sosta al ristoro delle bocchette di Colonno e giù verso San Fedele dove al ristoro troviamo altri amici, Silvia e Oscar, compagno di PTL di Lucio.
E' buio e ripartiamo con le frontali per salire fino ad Orimento. Qui la balisatura non fatta benissimo, un paio di volte ci perdiamo e dobbiamo ritornare sui nostri passi.
Da Orimento saliamo verso il Pizzo Croce con una vista spettacolare sul lago e sulla vicina Svizzera; le montagne nere ed a valle un tappeto di luci, sembra un presepe.
Si riparte con la discesa fino al Pian d'Alpe dove ci aspettano un gruppo di scout a rinfocillarci per poi ripartire e scendere ad Argegno con il cancello orario raggiunto con un paio d'ore d'anticipo.
Ad Argegno ritrovo Corrado, Luigi e Matteo che ci danno la carica, ci cambiamo tutto incluse le scarpe zuppe e ripartiamo per il tratto finale.
Sapevo che sarebbe stata dura, prima la mulattiera che sale a Pigra e poi il selciato di Blessagno. Quando pensavo che il peggio fosse alle spalle ecco un incubo che si spalanca davanti a noi; svolta secca a sinistra ed un sentiero che sale a sinistra dritto per dritto lungo un pendio molto scosceso, praticamente un chilometro verticale. E siamo all''83° chilometro.
La strada per Argegno passa da lì e da lì bisogna salire. La faccio tutta senza fermarmi spingendo al massimo sulle gambe e dicendo parolacce che neanche pensavo di conoscere.
Proseguo per cresta riprendendo fiato ed aspetto che Livio mi raggiunge.
Arriviamo al ristoro di Colonno ed iniziamo la salita verso il Venini.
E' l'alba. La strada per il Venini è facile e sicura e questo ci permette di goderci il sorgere del sole sopra il lago. E' magico.
Arriviamo al Venini, ritrovo Angelo che ha aiutato i concorrenti per tutta la notte. Sono stanco e mi lamento con lui della durezza del percorso. Ripartiamo e con il sole che ci scalda recuperiamo le energie ormai perse, le gambe girano ancora vediamo altri concorrenti davanti a noi, ci si chiude la giugulare, corriamo ed alla fine riusciamo a recuperare 3/4 posizioni passando concorrenti più stanchi di noi.
Ormai ci siamo, arriviamo ad Argegno, passerella sul lungo lago ed arrivo al Lido.
Corrado, Luigi e Matteo sono lì a fare il tifo Mi viene il dubbio che siano dei cloni perchè li ho trovati praticamente dappertutto ma l'abbraccio mi fa capire che sono quelli originali.
Poco dopo arriva mia moglie con i miei ragazzi a cui avevo detto che sarei arrivato un'ora più tardi. Scusate ma quando la giugulare si chiude non puoi camminare, devi solo correre!
Il dopo sono solo gioia e cose fredde. Nell'ordine birra, panino con la porchetta e doccia. La prima è perfetta, la seconda ci può stare la terza è criminale.
E' stato il trail più duro a cui abbia mai partecipato ma la bellezza dei luoghi, dei borghi e dei panorami, l'aver incontrato tanti amici e conosciuti di nuovi hanno ripagato tutte le fatiche e sofferenze sopportate.
Un grazie a Lucio per avermi sopportato e a tutti i volontari per l'aiuto e per i sorrisi ricevuti anche alle 4 del mattino.
Mi sono divertito come un matto e d'altronde come diceva l'amico laghée, "nun alter a sèmm mia tròp a pòst"!
Luca
Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Re: Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
Bellissimo racconto Luca, chissà quante ne avrai combinate sul percorso con le tue supercazzole
Quest'anno io, per la prima volta in 5 edizioni, non ero sui sentieri (2011 sulla corta, 2012 e 2014 sulla lunga... con 2 ritiri
e 2013 come volontario), ho lasciato il posto a Moltrasio in attesa del Morenic di settimana prossima.
Sarà un percorso sicuramente bello e ulteriormente indurito con questa nuova prima parte, non metto in dubbio la professionalità dell'organizzazione ma non riesco ancora a spiegarmi come questa corsa non faccia il successo che si meriti.
Nonostante lo spostamento della partenza a Menaggio per una migliore logistica e la data a settembre (qui secondo me scelta un po' discutibile però... troppo attaccati al Moltrasio) il numero di iscritti sulla lunga è rimasto pressoché quello degli scorsi anni, forse anche qualcosa meno.
Probabilmente le mancherà qualcosa...
Comunque sia... complimenti a tutti, finisher e non, e soprattutto anche a Guido (vedi suo racconto sull'altra sezione) che dopo essersi fatto il lungo di Moltrasio settimana scorsa, questo fine settimana si è dovuto prendere carico di fare la scopa per 28 ore consecutive!!!
Quest'anno io, per la prima volta in 5 edizioni, non ero sui sentieri (2011 sulla corta, 2012 e 2014 sulla lunga... con 2 ritiri
Sarà un percorso sicuramente bello e ulteriormente indurito con questa nuova prima parte, non metto in dubbio la professionalità dell'organizzazione ma non riesco ancora a spiegarmi come questa corsa non faccia il successo che si meriti.
Nonostante lo spostamento della partenza a Menaggio per una migliore logistica e la data a settembre (qui secondo me scelta un po' discutibile però... troppo attaccati al Moltrasio) il numero di iscritti sulla lunga è rimasto pressoché quello degli scorsi anni, forse anche qualcosa meno.
Probabilmente le mancherà qualcosa...
Comunque sia... complimenti a tutti, finisher e non, e soprattutto anche a Guido (vedi suo racconto sull'altra sezione) che dopo essersi fatto il lungo di Moltrasio settimana scorsa, questo fine settimana si è dovuto prendere carico di fare la scopa per 28 ore consecutive!!!
- emilio marco
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- Iscritto il: 05/09/2010, 13:54
Re: Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
...io un'andregr81 ha scritto:non riesco ancora a spiegarmi come questa corsa non faccia il successo che si meriti
e"questo"credo...spaventi moltoandregr81 ha scritto:trail più duro
...leggo che ancora"qualcosina"è da migliorare
Emilio ( Finisher della 1' Ed. )
Re: Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
beh... non tenerla tutta per te, estrinseca...emilio marco ha scritto:...io un'andregr81 ha scritto:non riesco ancora a spiegarmi come questa corsa non faccia il successo che si meritil'avrei...
gg
Re: Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
Peccato dopo corto e medio quast'anno non sono riuscito a completare il trittico con la cento
ma uno strascico delle PdP non mi ha permesso di allenarmi bene e avendo avuto l'opportunità (grazie ai Muscoli) di assaggiare il percorso non ho avuto il minimo dubbio. Provare a farla sarebbe stato un suicidio
Conosco alcune parti del percorso e vi assicuro che sono spettacolari e a tratti molto tecniche.
Sponsorizzo settembre come data (oserei anche la prima di ottobre) perché i nostri monti danno il meglio in primavera e autunno
Ci riproviamo nel 2016
Conosco alcune parti del percorso e vi assicuro che sono spettacolari e a tratti molto tecniche.
Sponsorizzo settembre come data (oserei anche la prima di ottobre) perché i nostri monti danno il meglio in primavera e autunno
Ci riproviamo nel 2016
Re: Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
partecipato al percorso lungo come scopa.bellissima esperienza che mi ha fatto capire un po' di piu' cosa succede all'interno di una gara del genere.
ho capito che si tende a giudicare continuamente gli organizzatori tipo: ogni volta che mi perdo e' colpa del balisaggio sbagliato o insufficiente, mentre poi torni indietro e capisci che la maggior parte delle volte e' dato dalla distrazione e stanchezza dei concorrenti o da qualche idiota che si diverte a strappare le segnalazioni.
ho capito che troppe persone partecipano solo per avere punti qualificanti per le gare dell'UTMB e del percorso o dei paesaggi non frega molto.
ho capito di quante persone fanno il passo piu' lungo della gamba senza invece arrivare a queste distanze piano piano ma anzi gia' puntando a gara ancora piu' lunghe e piu' dure , senza neanche riuscire a stare nei cancelli intermedi di pochi kilometri!
ho capito quanto sforzo ci mettono tutti i volontari e gli organizzatori per farci passare una bella gara, cercando di metterci a nostro agio. mentre quasi mai questo sforzo viene apprezzato ma anzi si tende ad essere egocentrici.
in certi momenti si pensa che la cosa piu' importante del pianeta in quel momento sia risolvere il proprio problema.
detto questo devo dire che la gara e' molto bella e che il percorso e' durissimo ma fantastico.sicuramente sotto molti aspetti e'migliorabile ma quale gara non l'ho e'?
a chi pensa che questa sia la sorella lunga del MOLTRASIO IMPERIAL TRAIL dico che non hanno capito nulla. io le ho fatte tutte e due e posso dire che quella e' una gara corta bella ma che non ha nulla a che vedere con la tecnicita' e difficolta di questa, questa la considero una gara con le palle che ti mette veramente alla prova se ispiri a qualche risultato importante.
questa veramente e' un test per poter azzardare ad iscriverti alle gare mito come : utmd, tds, cro magnon etc.etc.
guidom Messaggi: 131Iscritto il: 24/09/2012, 6:14
Top
ho capito che si tende a giudicare continuamente gli organizzatori tipo: ogni volta che mi perdo e' colpa del balisaggio sbagliato o insufficiente, mentre poi torni indietro e capisci che la maggior parte delle volte e' dato dalla distrazione e stanchezza dei concorrenti o da qualche idiota che si diverte a strappare le segnalazioni.
ho capito che troppe persone partecipano solo per avere punti qualificanti per le gare dell'UTMB e del percorso o dei paesaggi non frega molto.
ho capito di quante persone fanno il passo piu' lungo della gamba senza invece arrivare a queste distanze piano piano ma anzi gia' puntando a gara ancora piu' lunghe e piu' dure , senza neanche riuscire a stare nei cancelli intermedi di pochi kilometri!
ho capito quanto sforzo ci mettono tutti i volontari e gli organizzatori per farci passare una bella gara, cercando di metterci a nostro agio. mentre quasi mai questo sforzo viene apprezzato ma anzi si tende ad essere egocentrici.
in certi momenti si pensa che la cosa piu' importante del pianeta in quel momento sia risolvere il proprio problema.
detto questo devo dire che la gara e' molto bella e che il percorso e' durissimo ma fantastico.sicuramente sotto molti aspetti e'migliorabile ma quale gara non l'ho e'?
a chi pensa che questa sia la sorella lunga del MOLTRASIO IMPERIAL TRAIL dico che non hanno capito nulla. io le ho fatte tutte e due e posso dire che quella e' una gara corta bella ma che non ha nulla a che vedere con la tecnicita' e difficolta di questa, questa la considero una gara con le palle che ti mette veramente alla prova se ispiri a qualche risultato importante.
questa veramente e' un test per poter azzardare ad iscriverti alle gare mito come : utmd, tds, cro magnon etc.etc.
guidom Messaggi: 131Iscritto il: 24/09/2012, 6:14
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Re: Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
[andrea81 ha scritto)
Comunque sia... complimenti a tutti, finisher e non, e soprattutto anche a Guido (vedi suo racconto sull'altra sezione) che dopo essersi fatto il lungo di Moltrasio settimana scorsa, questo fine settimana si è dovuto prendere carico di fare la scopa per 28 ore consecutive!!![/quote]
Andrea ora hai capito perche' al moltrasio imperial trail ero così tranquillo.comunque mi e' spiaciuto che non sei venuto, perche' se stavi con me avremmo potuto farla insieme. so che aspiri alle distanze lunghissime e come ho scritto sul mio post questa gara e' veramente un test per affrontare distanza/dislivello. poi che la gara sia migliorabile non c'e' dubbio ma noi che abitiamo da queste parti e soprattutto tu che sei di schignano avresti apprezzato ancora di piu'il percorso. ti aspetto l'anno prossimo!
Comunque sia... complimenti a tutti, finisher e non, e soprattutto anche a Guido (vedi suo racconto sull'altra sezione) che dopo essersi fatto il lungo di Moltrasio settimana scorsa, questo fine settimana si è dovuto prendere carico di fare la scopa per 28 ore consecutive!!![/quote]
Andrea ora hai capito perche' al moltrasio imperial trail ero così tranquillo.comunque mi e' spiaciuto che non sei venuto, perche' se stavi con me avremmo potuto farla insieme. so che aspiri alle distanze lunghissime e come ho scritto sul mio post questa gara e' veramente un test per affrontare distanza/dislivello. poi che la gara sia migliorabile non c'e' dubbio ma noi che abitiamo da queste parti e soprattutto tu che sei di schignano avresti apprezzato ancora di piu'il percorso. ti aspetto l'anno prossimo!
Re: Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
Eccomi.
Innanzitutto vorrei ringraziare tutto lo Staff e i volontari della Marathon Trail e i Muscoli del Lario per aver avuto il coraggio di spostare i primi 35 km e aver reso il Corto e parte delle Lunghe qualcosa di unico. Lasciare dopo anni un percorso collaudato e logisticamente piu' semplice da gestire, trattare con nuovi Comuni ed entità locali ( nonostante i loro buoni propositi ) non deve essere stato facile. Il loro lavoro di programmazione dura 8 / 9 mesi e penso che alla fine, ( come ho potuto costatare dalle facce Domenica pomeriggio ), il lavoro svolto ti da enormi soddisfazioni ma ti sconvolge sia fisicamente che mentalmente.
Ringrazio tutti i Comuni e i volontari presenti, Sponsor, Alpini,Scout, Rifugisti, Vigili, Soccorso Alpino, e pure i trialisti ( che vorrei sempre mandarli a fare in culo ), ma stavolta hanno dato un gran mano e nessuno escluso.
Ringrazio il tempo che ha ( tranne una mezzoretta di capricci ) regalato e reso due giornate stupende. Solo alcuni duri ( pochi
) sanno cosa voglia dire il Bregagno con la tempesta.
Ringrazio Piero " Mazu " ( un' amico di Grandola ) che trovato nei boschi tra Plesio e Barna ha accompagnato me e Hugo ( il ragazzo spagnolo che ha vinto la 100 ) fino all' alpe di Sotto salendo verso il Venini, ha sistemato delle balise a Benelario e ha tolto una trappola messa da qualcuno per far male in mezzo a un sentiero ( filo di ferro teso a 20 cm dal terreno, invisibile e moooolto doloroso. Roba da Vietcong ).
Gli Alpini di Plesio e Oscar, Franco e Marino ( l' altro pazzoide che ha pulito fino a 1800mslm ) che hanno approvato e apprezzato la nuova variante.
Il mio lupo e nello stesso tempo allenatore che, a qualsiasi ora e qualsiasi tempo, stanco o fresco, mi sprona a uscire nei boschi. Anche se quest' anno ha sofferto un "pelo" i miei ritmi.
Questa è il mio racconto, la storia della mia giornata. Perchè la storia la si fà, non la si subisce passivamente.
Iscritto alla media.
Una follia.
Intanto perchè è il mio Trail quest' anno, nella mia vita non ho mai superato i 45 km ( ed erano mooolto piu' corribili ), Giovedi' avevo segnato il percorso Corto nella tempesta, ho problemi a una gamba e un ginocchio, negli ultimi 20 giorni mi ero sparato in vena almeno 18000 m di salita e altrettanti di discesa, un po' per i cavoli miei, un po' a pulire sentieri e qualche volta facendo la teleferica umana per i rifornimenti del Rifugio Menaggio.
Vabbè il Sabato mattina mi reggo ancora in piedi, quindi ..... si parte !!!
Meno male che lo zaino l' avevo preparato la sera prima. Non ne avevo nessuna voglia di farlo. Anche se, a guardarlo bene mi sembrava piu' da spedizione sull' Everest che da Trail. Il mio fedele 25 litri carico di vestiaro, di vivande e bevande.
Colazione abbondante, mi carico come un mulo il fardello sulla schiena, saluto il mio tristissimo lupo ( pensava di venire anche lui ), prendo il bastone dei pomodori rubato dall' orto e scendo in paese.
Entro al bar e un quarto d' ora di partire mi bevo una bella Beck's tanto per prevenire la disidratazione e digerire il latte e nesquik con fette biscottate miele e marmellata di mezz'ora prima.
Trovo subito Frank, Oscar, Marino e qualche altro conoscente. Un paio di stronzate e si parte.
Partenza tranquilla sapendo cosa mi aspetta. Si sale subito piuttosto decisi verso Menaggio alta su ciottolato e scalinata. Appena dove inizia l' asfalto, incontro Ale che è venuto a salutarci ( partirà un' ora dopo ). Fortunatamente l' asfalto è relativamente poco e tagliamo tutti i tornanti sulle vecchie mulattiere e sentieri che portano fino a Plesio. Il mio ritmo è piuttosto tranquillo ma mi accorgo che il buon Frank fino a Plesio non ha mollato un centimetro !!! Pazzo!!! anche perchè elaboro che dovremmo essere nelle prime 10 posizioni di tutte e due le gare.
Appena prima del primo ristoro, Manenti ( che non conosco, ma arriverà secondo nella cento ) nota che con i capelli lunghi e il bastone sembro Mosè. " Devi aprire le acque ??? " mi domanda.
Ristoro a Plesio con un bel The caldo, non ho sete ma mi fermo lo stesso a berlo e nel frattempo faccio due battute con Fabio ( sindaco di Plesio ) e tutti i volontari.
Riparto in mezzo al paese, in piano e tutto asfalto per poche centinaia di metri fino a che si risale su ciottolato fino alla Chiarella. Si attraversa la strada e dopo 50 m di strada cementata bella in piedi, si entra nel bosco ( pulito magistralmente e parola mantenuta dal Presidente degli Alpini de Pièes ) fino ad arrivare al ponticello di legno che attraversa la valletta fino ad arrivare nella frazione Breglia.
Appena sopra la frazione smetto di correre ( corricchiare sarebbe meglio ) e cammino.
Per parecchie centinaia di metri si sale alternando tratti di sentiero ( pendenze che non regalano niente ) e tratti di asfalto fino a quota 1000 m ca.
Inizia il sentiero che porta a S. Amate. Nella mia vita l' avro' fatto centinaia e centinaia di volte ma non mi da mai fastidio passarci.
Passo da capra di montagna, camminero' per una decina di minuti con un ragazzo maltese, ( finalmente un maltese che ha ammesso candidamente che , a parte il mare e annessi spettacolari, Malta ) e recuperiamo il ragazzo spagnolo ( che vincerà la 100 ).
Saliamo chiaccherando insieme fino al cartellone( prima del traverso di S. Amate ) e li faccio notare che stiamo recuperando alla grande i ragazzi davanti.
Nel traverso corricchio un po' e mi tiro sotto a 2 ragazzi davanti.
Arriviamo al ristoro della chiesetta di S. Amate. i ragazzi di Plesio e Co,del Soccorso Alpino mi fanno festa.
Chiedo birra. " Adess le mei de no " mi dicono. Mi consolo con cioccolato, The e poi via.
La giornata è stupenda, la vista sul lago e sulle montagne vicine è spettacolare. Le Grigne, il Legnone, i due Laghi, la Valtellina, tutto è inebriato dai raggi del sole. Peccato solo che in lontananza i 4000 sono immersi nelle nuvole. Anche il Disgrazia non riesce a sfondare le nuvole.
Non si puo' avere tutto !!!
La salita al Bregagnino è sempre dura e incomincia a bruciarmi il ginocchio. Tengo il passo svelto e costante. Supero nell' ordine il secondo ragazzo della 55 km ( che mi dice : Hai un gran passo in salita !!! ) e lo svizzero ( che al momento era primo della 100 ). In lontananza vedo un puntino che sale.
Scollino il Bregagnino salutato da una fresca folata di vento, e sfrutto il tratto prima dell' ultima rampa del Bregagno per allungare un po' il passo. Abbastanza velocemente arrivo al Bregagno accolto dagli urli dei ragazzi di Plesio e Soccorso Alpino. Devono per forza farmi video e foto quasi come se fossi un animale raro di qualche zoo. Scherzando chiedo birra. Me la danno. Il buon Nato mi porge la sua e tiro due fiati. Saluto e ringrazio. Secondo assoluto ( e secondo della 55 ). Mi diranno poi che in 1 h e 53m ero in cima. Carico come uno sherpa e avendo smesso di correre mille metri di dislivello sotto devo aver sbagliato proprio " gara " ?!?!
Supero il Bregagno, altra foto con i ragazzi del Soccorso, e in quattro e quattrotto supero facilmente la cresta. Mi preoccupo che 200m dopo il Bregagno non ci sia piu' nessuno. Mi fermo 2 volte sul Mottone di Rozzo per contattare qualcuno che sistemi le cose ( per me e per i primi non ci sono, credo problemi, ma per chi magari non è abituato a certi percorsi, comunque non pericolosi possono esserci dei problemi). Perdo tempo, ma il telefono non prende ( fortunatamente sapro' alla fine che si erano quasi subito spostati verso il tratto piu' " esposto " ).
Scendo il pratone di cresta senza ammazzarmi cercando di evitare storte. Il riflesso oro dei pascoli quasi mi acceca. Arrivo nel nel tratto pulito con il decespugliatore, mi fermo e provo richiamare. Non prende. Scendo sull' ultima cresta fino che mi collego al sentiero che arriva all' Alpe Poltrini di Leveja. Al bivio mi fermo a sistemare un sasso con la freccia e una fettuccia che si vedevano poco ( il vento ha fatto il suo sporco lavoro
) e riparto.
Il sentiero è bello pulito e in leggera discesa, anche se appena all' inizio mi fermo per mettere due rami di traverso su una deviazione da non prendere . I diluvi dell' ultima settimana hanno trasformato le sorgenti in " palte " mobili ma tiro diritto senza problemi. Arrivo all' Alpe Poltrini di Leveja dove Aldo mi offre ben due pacchi chiusi di mandorle. " Töi süü !!! " Mi dice in dialetto. Declino, aprile- gli dico - e lasciale agli altri. Poi via sullo spettacolare sentiero che porta all' Alpe di Leveja.
Arrivo a Leveja dove incontro Enrico ( vice sindaco di Grandola ) e un suo socio che stano allestendo il ristoro. " Ma non dovevate passare verso le undici ", mi chiede. Non avendo ne orologio ne gps faccio spallucce e gli dico di fare in fretta che gli altri stanno arrivando. Riesco a mangiare al pelo un pezzetto di mela appena tagliata. Attraverso la valletta poi arrivato al torrente Sanagra mi si para davanti una scena comica. Tre Füngiatt che tentano di attraversare il rigagnolo. Sembra di vedere Stanlio, Ollio e Mr Bean messi insieme. Mi fanno passare. Mi fermo dall' altra parte e li faccio vedere dove attraversare.
Risalgo nella bella abetaia fino all' Alpe di Nesdale dove iincontro Davide, il ragazzo fisioterapista/osteopata che mi sta seguendo per i vari problemi. Mi dirà poi che vedendomi arrivare con i pantaloni lunghi del mercato, il bastone, lo zaino enorme che mi ballava qua e la sulla schiena non voleva crederci. Neanche lo hai allacciato !!!! me lo rinfaccerà poi.
Incontro il grande Muscolo Luigi che sta sistemando il sentierino che porta nuovamente verso S. Amate.
Arrivo alla chiesetta. Altra festa con i ragazzi di Plesio e Soccorso. Avviso della situazione in cresta. Adesso sono piu' tranquillo. Anche questa volta chiedo birra. Me la danno. Chiusa, ma me la danno. Come cavolo faccio ad aprirla!!!. Arriva un santo con l' apri bottiglia. Bevo, mangio cioccolato amaro e biscotti. Mi dicono che sono a 10 minuti dal primo.
Il ginocchio sx mi brucia e incomincia a rognarmi il tallone / tendine d' achille dx, ma sono sopportabili e riprendo la discesa verso il Rifugio Menaggio. Non vedo nessuno. Eppure mi avevano promesso che un pentolone di The e qualche biscotto ...... Vedo solo una tavola con una bella tovaglia porpora e dei sassi per puntarla. Mi fermo. Busso alla porta di cucina. Sooonooo arrivaatoooo !!! Saluto. Anche loro non si aspettavano di vedere nessuno prima di una certa ora. Io sono NESSUNO, ma non è detto che vada piano
Gli dico che gli altri sono subito dietro ( ma onestamente non ho la pallida idea ).
Scendo senza tirare fino in località Ponte fino dove si lascia l' asfalto ( c' era il Vigile e un' altro volontario ) che ti facevano girare nel prato.
Vado avanti per circa duecento metri ma mi devo fermare ancora. Ci sono due fettucce strappate che ingannano un po' la via da prendere. Non so come segnalare la deviazione ma trovo vicino a una baita un po di nastro e fettuccia e riesco a rifare la segnaletica.
Continuo a correre e sulla strada cementata ( di scendere sulla mulattiera verso Plesio ) incontro i mitici Muscoli Teo e Corrado accompagnata da una donzella in controllo percorso. Li chiamo, ma subito non mi riconoscono ( in effetti con maglietta, pantaloni lunghi e senza cane ........... posso capirli o forse non si aspettavano di vedermi cosi' presto ). Un saluto, due chiacchere e scendo per la mulattiera che arriva a Plesio.
Arrivo al ristoro di Plesio, non prima pero' di aver passato il controllo intermedio.
Come va, come non va. Cioccolato amaro. Vuoi qualcosa da bere ?? Non faccio tempo a rispondere. " Per te abbiamo preso apposta la birra !!!". Mi porgono una 66cl chiusa e calda. Ma il problema è sempre quello. Come cavolo faccio ad aprirla ? Momenti di " panico " perchè non si trova l' apribottiglia. Aperta tiro due sorsi spaziali. Scopro dopo che ero a 8 minuti dal primo e avevo 15 minuti sul terzo.
Via verso Barna tramite un bel sentiero corribile. Il ginocchio rimane invariato, il tallone e tendine cominciano a pungere. A metà strada incontro l' amico Piero che, pensando di trovare qualcuno aveva fatto una parte di percorso al contrario. Arriviamo nel bel borgo i Barna e la sua
enorme fontana nella piazza. Poco sotto mi raggiunge Hugo,il ragazzo spagnolo. Corriamo insieme, io so il percorso e lo " guido ". Gli dico che per la lunga ci vorranno almeno 17 ore . Si mette a ridere. Mi dice che vuole stare nelle 15 ore. Gli dico " Se la finisici nelle 15 ore ti offro un litro di birra ". Con il tempo finale che ha fatto glie ne dovro' ( quando, magari ci rincontreremo 10 litri ).
Scendiamo all' Agriturismo La Vecchia Chioderia e tiriamo dritto per il greto del fiume. Non andiamo piano. ( mi diranno poi che il primo era solo a 3 minuti ). Attraversiamo il ponte ( dove i percorsi corta e medio/lungo si dividono ) e saliamo a buon passo a Codogna. Arrivati alla cappelletta in cima alla salita sentiamo suonare mezzogiorno. Sti cavoli.!!!
Ariviamo a Gonte fino alla Rosa Blu dove c' era un bel ristoro. The, Coca - Cola, Cioccolato e biscotti. Poi, con Hugo e Piero ripartiamo.
Attraversiamo la Statale, poche centinaia di metri sull' asfalto della ciclabile e capisco che saranno dolori. Il ginocchio riprende a pulsare, il piede destro brucia sempre piu'. Non mollo ma devo rallentare. Piero accompagna Hugo verso il Venini. Io tengo il mio passo. Sento che va meglio e tengo il passo. Si sale su strada accidentata dove l' appoggio non è sempre semplice. A un certo punto mi accorgo che sto' tornando sotto. Li sento parlare vicini. Ma sarà un fuoco di paglia. Hugo è un fenomeno, neanche tocca terra e i miei problemi si moltiplicano.
Meno male che ho il bastone che mi aiuta. Dove le pendenze mitigano un po' riesco a tenere un buon passo ma per la maggior parte vado avanti con un' incendio nel ginocchio sx e la gamba destra bloccata. Ogni tanto devo fermarmi e appoggiarmi al bastone.
Ma come cavolo fanno a non superarmi. Dove sono gli altri !!!
Il ragazzo in terza posizione mi supera all' Alpe di Sotto, dopo 5 km di mio calvario !!! Incredibile.
Anche Piero mi lascia e scende a sistemare un po' di segnaletica a Benelario.
Ho mangiato, ho bevuto, continuo a mangiare e bere acqua. Ma non è una questione di crisi idrico - alimentare, neanche un crampo. Riprendo ma mi riprendono il secondo e il terzo della lunga ( e che passo !! ). Poco prima di lasciare la sterrata per prendere l' ultimo km di sentierino capita quello che non doveva capitare. Gamba destra e ginocchio dx completamente bloccata ( mi era già capitato una volta e fortunatamente sapevo cosa fare, e meno male che non ho tentato di fare stretching perchè mi sarei fatto veramente male ). Non un crampo, il vasto mediale sopra il ginocchio della consistenza del granito. Gamba immobilizzata. Mi metto srdaiato contro la massicciata della strada e massaggio per un cinque minuti buoni. Passato tutto. Riparto. Ho perso un' infinità di tempo. Infatti appena dopo mi passa un' altro ragazzo.
Appena appoggio il piede sul sentierino erboso che porta al Venini rinasco. Sarà il terreno piu' morbido, il fatto di aver lasciato un pezzo che odio, la gamba che è tornata al 90 %, il ginocchio no ma fa niente. Riparto moolto svelto e mi tiro sotto.
Fino a che decido che non ne vale la pena. O meglio. Ne è valsa la pena, ma se fossi sceso alla morte in discesa ( cosa che in tutta la giornata sapientemente non avevo fatto ) i giorni, le settimane o anche i mesi dopo avrei avuti grossi problemi. Penso " meglio essere ricordato nei cuori che sui giornali ". Ho deciso. Al Venini mi fermo un po'. Quanto non lo so. Ma mi fermo.
Scollino al Venini e incontro il mitico Nani. Che sorpresa, non pensavo di trovarlo a guardare gli arrivi in cima! Andiamo insieme al ristoro. Andiamo a bere un birra gli dico. Non mi da risposta. Lo richiamo. Pensava che scherzassi.
Sarà un ristoro che passerà agli annali. Mi dicono di ripartire, che sono messo bene. Me ne frego. C'è il sole, c' è una bella compagnia, si ride e si scherza, c'è da bere e da mangiare. Chi mi ammazza !!!
Mi fermo per tre quarti d' ora. Mangio 4 tortine al cioccolato, una alla marmellata ( naturalmente pucciate nella birra ) , un po' di mela, un uovo sodo ( e non chiedetemi da dove sia saltato fuori ) e qualche albicocca secca che avevo. Mi bevo un litro e mezzo di birra presa al Rifugio. Dopo un' eternità arriva il ragazzo maltese che, quando scopre che li cedo il mio posto in classifica ( ormai era diventato quinto ) sembra completamente incredulo della sua prestazione. Mi sembrava contento. Continuo a massaggiarmi il ginocchio e la gamba. Offro un po di birra a quelli che arrivano ( non tutti la vogliono
).
Arriva la prima ragazza della 100 e mi sembrava discretamente in forma. Arriva la prima ragazza della 55. Si ferma poco. Al ristoro mi dicono " : O gli corri dietro o ti cacciamo a calci nel culo " . Non mi faccio pregare. Recupero il mio fido bastone e parto a razzo. Ci metto un' attimo a raggiungerla. Sono tornato a volare. Piuttosto sbronzo. Ma sono tornato a volare.
Il primo km scendendo dal Venini è un cinema. Alticcio, inciampo nei sassi almeno 3 o 4 volte. Alla fine cado quasi investendo Veronica e distruggendo il bastone. " Stammi lontano non vorrai mica uccidermi " mi dice ridendo.
Scendiamo a un passo veramente tranquillo ( soprattutto per me
). Arriviamo a Nava al ristoro liquidi. Mi fa notare che mi sto facendo superare da un vecchietto. Me ne frego.
Scendiamo verso pilone, dove alcuni davanti hanno sbagliato strada. Noi no. La so a memoria. Arriviamo alla Crocetta, trovo Andrea, Livio e Co,
saluto e ripartiamo. Il sentiero che scende verso Menaggio è pur sempre un sentiero delle capre ma quest' anno è ben pulito ( ma non invidio chi lo ha fatto bagnato ) e ogni tanto mi fermo per fare il punto della situazione e aspettare Veronica.
Arriviamo sull' asfalto. Siamo ( quasi ) arrivati. Attraversiamo la strada al benzinaio. Tifo del super vigile Lucio, Valerio. Passiamo per Menaggio
e ci guardano un po' tutti come degli alieni. Arriviamo al ponte dell' arrivo. Mi fermo. La faccio arrivare da sola. Non vorrei rovinagli la foto dell' arrivo
.
Neanche guardo il tempo e neanche chiedo. Pensavo sulle 10 ore e 20. Lo scopro la sera dopo su internet lo scopro 9 ore e 50.
Naturalmente Domenica mattina, ( niente dolori a parte il ginocchio ) , con il mio fedele lupo risaliamo di corsa fino sopra Plesio per togliere le fettucce, ripassiamo per Barna e percorriamo il tratto finale della Corta.
Alla fine gli faccio tagliare il traguardo anche a lui. In fondo era il campione uscente dell' anno scorso.
All' anno prossimo.
Se saro' ancora vivo.
Innanzitutto vorrei ringraziare tutto lo Staff e i volontari della Marathon Trail e i Muscoli del Lario per aver avuto il coraggio di spostare i primi 35 km e aver reso il Corto e parte delle Lunghe qualcosa di unico. Lasciare dopo anni un percorso collaudato e logisticamente piu' semplice da gestire, trattare con nuovi Comuni ed entità locali ( nonostante i loro buoni propositi ) non deve essere stato facile. Il loro lavoro di programmazione dura 8 / 9 mesi e penso che alla fine, ( come ho potuto costatare dalle facce Domenica pomeriggio ), il lavoro svolto ti da enormi soddisfazioni ma ti sconvolge sia fisicamente che mentalmente.
Ringrazio tutti i Comuni e i volontari presenti, Sponsor, Alpini,Scout, Rifugisti, Vigili, Soccorso Alpino, e pure i trialisti ( che vorrei sempre mandarli a fare in culo ), ma stavolta hanno dato un gran mano e nessuno escluso.
Ringrazio il tempo che ha ( tranne una mezzoretta di capricci ) regalato e reso due giornate stupende. Solo alcuni duri ( pochi
Ringrazio Piero " Mazu " ( un' amico di Grandola ) che trovato nei boschi tra Plesio e Barna ha accompagnato me e Hugo ( il ragazzo spagnolo che ha vinto la 100 ) fino all' alpe di Sotto salendo verso il Venini, ha sistemato delle balise a Benelario e ha tolto una trappola messa da qualcuno per far male in mezzo a un sentiero ( filo di ferro teso a 20 cm dal terreno, invisibile e moooolto doloroso. Roba da Vietcong ).
Gli Alpini di Plesio e Oscar, Franco e Marino ( l' altro pazzoide che ha pulito fino a 1800mslm ) che hanno approvato e apprezzato la nuova variante.
Il mio lupo e nello stesso tempo allenatore che, a qualsiasi ora e qualsiasi tempo, stanco o fresco, mi sprona a uscire nei boschi. Anche se quest' anno ha sofferto un "pelo" i miei ritmi.
Questa è il mio racconto, la storia della mia giornata. Perchè la storia la si fà, non la si subisce passivamente.
Iscritto alla media.
Una follia.
Intanto perchè è il mio Trail quest' anno, nella mia vita non ho mai superato i 45 km ( ed erano mooolto piu' corribili ), Giovedi' avevo segnato il percorso Corto nella tempesta, ho problemi a una gamba e un ginocchio, negli ultimi 20 giorni mi ero sparato in vena almeno 18000 m di salita e altrettanti di discesa, un po' per i cavoli miei, un po' a pulire sentieri e qualche volta facendo la teleferica umana per i rifornimenti del Rifugio Menaggio.
Vabbè il Sabato mattina mi reggo ancora in piedi, quindi ..... si parte !!!
Meno male che lo zaino l' avevo preparato la sera prima. Non ne avevo nessuna voglia di farlo. Anche se, a guardarlo bene mi sembrava piu' da spedizione sull' Everest che da Trail. Il mio fedele 25 litri carico di vestiaro, di vivande e bevande.
Colazione abbondante, mi carico come un mulo il fardello sulla schiena, saluto il mio tristissimo lupo ( pensava di venire anche lui ), prendo il bastone dei pomodori rubato dall' orto e scendo in paese.
Entro al bar e un quarto d' ora di partire mi bevo una bella Beck's tanto per prevenire la disidratazione e digerire il latte e nesquik con fette biscottate miele e marmellata di mezz'ora prima.
Trovo subito Frank, Oscar, Marino e qualche altro conoscente. Un paio di stronzate e si parte.
Partenza tranquilla sapendo cosa mi aspetta. Si sale subito piuttosto decisi verso Menaggio alta su ciottolato e scalinata. Appena dove inizia l' asfalto, incontro Ale che è venuto a salutarci ( partirà un' ora dopo ). Fortunatamente l' asfalto è relativamente poco e tagliamo tutti i tornanti sulle vecchie mulattiere e sentieri che portano fino a Plesio. Il mio ritmo è piuttosto tranquillo ma mi accorgo che il buon Frank fino a Plesio non ha mollato un centimetro !!! Pazzo!!! anche perchè elaboro che dovremmo essere nelle prime 10 posizioni di tutte e due le gare.
Appena prima del primo ristoro, Manenti ( che non conosco, ma arriverà secondo nella cento ) nota che con i capelli lunghi e il bastone sembro Mosè. " Devi aprire le acque ??? " mi domanda.
Ristoro a Plesio con un bel The caldo, non ho sete ma mi fermo lo stesso a berlo e nel frattempo faccio due battute con Fabio ( sindaco di Plesio ) e tutti i volontari.
Riparto in mezzo al paese, in piano e tutto asfalto per poche centinaia di metri fino a che si risale su ciottolato fino alla Chiarella. Si attraversa la strada e dopo 50 m di strada cementata bella in piedi, si entra nel bosco ( pulito magistralmente e parola mantenuta dal Presidente degli Alpini de Pièes ) fino ad arrivare al ponticello di legno che attraversa la valletta fino ad arrivare nella frazione Breglia.
Appena sopra la frazione smetto di correre ( corricchiare sarebbe meglio ) e cammino.
Per parecchie centinaia di metri si sale alternando tratti di sentiero ( pendenze che non regalano niente ) e tratti di asfalto fino a quota 1000 m ca.
Inizia il sentiero che porta a S. Amate. Nella mia vita l' avro' fatto centinaia e centinaia di volte ma non mi da mai fastidio passarci.
Passo da capra di montagna, camminero' per una decina di minuti con un ragazzo maltese, ( finalmente un maltese che ha ammesso candidamente che , a parte il mare e annessi spettacolari, Malta ) e recuperiamo il ragazzo spagnolo ( che vincerà la 100 ).
Saliamo chiaccherando insieme fino al cartellone( prima del traverso di S. Amate ) e li faccio notare che stiamo recuperando alla grande i ragazzi davanti.
Nel traverso corricchio un po' e mi tiro sotto a 2 ragazzi davanti.
Arriviamo al ristoro della chiesetta di S. Amate. i ragazzi di Plesio e Co,del Soccorso Alpino mi fanno festa.
Chiedo birra. " Adess le mei de no " mi dicono. Mi consolo con cioccolato, The e poi via.
La giornata è stupenda, la vista sul lago e sulle montagne vicine è spettacolare. Le Grigne, il Legnone, i due Laghi, la Valtellina, tutto è inebriato dai raggi del sole. Peccato solo che in lontananza i 4000 sono immersi nelle nuvole. Anche il Disgrazia non riesce a sfondare le nuvole.
Non si puo' avere tutto !!!
La salita al Bregagnino è sempre dura e incomincia a bruciarmi il ginocchio. Tengo il passo svelto e costante. Supero nell' ordine il secondo ragazzo della 55 km ( che mi dice : Hai un gran passo in salita !!! ) e lo svizzero ( che al momento era primo della 100 ). In lontananza vedo un puntino che sale.
Scollino il Bregagnino salutato da una fresca folata di vento, e sfrutto il tratto prima dell' ultima rampa del Bregagno per allungare un po' il passo. Abbastanza velocemente arrivo al Bregagno accolto dagli urli dei ragazzi di Plesio e Soccorso Alpino. Devono per forza farmi video e foto quasi come se fossi un animale raro di qualche zoo. Scherzando chiedo birra. Me la danno. Il buon Nato mi porge la sua e tiro due fiati. Saluto e ringrazio. Secondo assoluto ( e secondo della 55 ). Mi diranno poi che in 1 h e 53m ero in cima. Carico come uno sherpa e avendo smesso di correre mille metri di dislivello sotto devo aver sbagliato proprio " gara " ?!?!
Supero il Bregagno, altra foto con i ragazzi del Soccorso, e in quattro e quattrotto supero facilmente la cresta. Mi preoccupo che 200m dopo il Bregagno non ci sia piu' nessuno. Mi fermo 2 volte sul Mottone di Rozzo per contattare qualcuno che sistemi le cose ( per me e per i primi non ci sono, credo problemi, ma per chi magari non è abituato a certi percorsi, comunque non pericolosi possono esserci dei problemi). Perdo tempo, ma il telefono non prende ( fortunatamente sapro' alla fine che si erano quasi subito spostati verso il tratto piu' " esposto " ).
Scendo il pratone di cresta senza ammazzarmi cercando di evitare storte. Il riflesso oro dei pascoli quasi mi acceca. Arrivo nel nel tratto pulito con il decespugliatore, mi fermo e provo richiamare. Non prende. Scendo sull' ultima cresta fino che mi collego al sentiero che arriva all' Alpe Poltrini di Leveja. Al bivio mi fermo a sistemare un sasso con la freccia e una fettuccia che si vedevano poco ( il vento ha fatto il suo sporco lavoro
Il sentiero è bello pulito e in leggera discesa, anche se appena all' inizio mi fermo per mettere due rami di traverso su una deviazione da non prendere . I diluvi dell' ultima settimana hanno trasformato le sorgenti in " palte " mobili ma tiro diritto senza problemi. Arrivo all' Alpe Poltrini di Leveja dove Aldo mi offre ben due pacchi chiusi di mandorle. " Töi süü !!! " Mi dice in dialetto. Declino, aprile- gli dico - e lasciale agli altri. Poi via sullo spettacolare sentiero che porta all' Alpe di Leveja.
Arrivo a Leveja dove incontro Enrico ( vice sindaco di Grandola ) e un suo socio che stano allestendo il ristoro. " Ma non dovevate passare verso le undici ", mi chiede. Non avendo ne orologio ne gps faccio spallucce e gli dico di fare in fretta che gli altri stanno arrivando. Riesco a mangiare al pelo un pezzetto di mela appena tagliata. Attraverso la valletta poi arrivato al torrente Sanagra mi si para davanti una scena comica. Tre Füngiatt che tentano di attraversare il rigagnolo. Sembra di vedere Stanlio, Ollio e Mr Bean messi insieme. Mi fanno passare. Mi fermo dall' altra parte e li faccio vedere dove attraversare.
Risalgo nella bella abetaia fino all' Alpe di Nesdale dove iincontro Davide, il ragazzo fisioterapista/osteopata che mi sta seguendo per i vari problemi. Mi dirà poi che vedendomi arrivare con i pantaloni lunghi del mercato, il bastone, lo zaino enorme che mi ballava qua e la sulla schiena non voleva crederci. Neanche lo hai allacciato !!!! me lo rinfaccerà poi.
Incontro il grande Muscolo Luigi che sta sistemando il sentierino che porta nuovamente verso S. Amate.
Arrivo alla chiesetta. Altra festa con i ragazzi di Plesio e Soccorso. Avviso della situazione in cresta. Adesso sono piu' tranquillo. Anche questa volta chiedo birra. Me la danno. Chiusa, ma me la danno. Come cavolo faccio ad aprirla!!!. Arriva un santo con l' apri bottiglia. Bevo, mangio cioccolato amaro e biscotti. Mi dicono che sono a 10 minuti dal primo.
Il ginocchio sx mi brucia e incomincia a rognarmi il tallone / tendine d' achille dx, ma sono sopportabili e riprendo la discesa verso il Rifugio Menaggio. Non vedo nessuno. Eppure mi avevano promesso che un pentolone di The e qualche biscotto ...... Vedo solo una tavola con una bella tovaglia porpora e dei sassi per puntarla. Mi fermo. Busso alla porta di cucina. Sooonooo arrivaatoooo !!! Saluto. Anche loro non si aspettavano di vedere nessuno prima di una certa ora. Io sono NESSUNO, ma non è detto che vada piano
Scendo senza tirare fino in località Ponte fino dove si lascia l' asfalto ( c' era il Vigile e un' altro volontario ) che ti facevano girare nel prato.
Vado avanti per circa duecento metri ma mi devo fermare ancora. Ci sono due fettucce strappate che ingannano un po' la via da prendere. Non so come segnalare la deviazione ma trovo vicino a una baita un po di nastro e fettuccia e riesco a rifare la segnaletica.
Continuo a correre e sulla strada cementata ( di scendere sulla mulattiera verso Plesio ) incontro i mitici Muscoli Teo e Corrado accompagnata da una donzella in controllo percorso. Li chiamo, ma subito non mi riconoscono ( in effetti con maglietta, pantaloni lunghi e senza cane ........... posso capirli o forse non si aspettavano di vedermi cosi' presto ). Un saluto, due chiacchere e scendo per la mulattiera che arriva a Plesio.
Arrivo al ristoro di Plesio, non prima pero' di aver passato il controllo intermedio.
Come va, come non va. Cioccolato amaro. Vuoi qualcosa da bere ?? Non faccio tempo a rispondere. " Per te abbiamo preso apposta la birra !!!". Mi porgono una 66cl chiusa e calda. Ma il problema è sempre quello. Come cavolo faccio ad aprirla ? Momenti di " panico " perchè non si trova l' apribottiglia. Aperta tiro due sorsi spaziali. Scopro dopo che ero a 8 minuti dal primo e avevo 15 minuti sul terzo.
Via verso Barna tramite un bel sentiero corribile. Il ginocchio rimane invariato, il tallone e tendine cominciano a pungere. A metà strada incontro l' amico Piero che, pensando di trovare qualcuno aveva fatto una parte di percorso al contrario. Arriviamo nel bel borgo i Barna e la sua
enorme fontana nella piazza. Poco sotto mi raggiunge Hugo,il ragazzo spagnolo. Corriamo insieme, io so il percorso e lo " guido ". Gli dico che per la lunga ci vorranno almeno 17 ore . Si mette a ridere. Mi dice che vuole stare nelle 15 ore. Gli dico " Se la finisici nelle 15 ore ti offro un litro di birra ". Con il tempo finale che ha fatto glie ne dovro' ( quando, magari ci rincontreremo 10 litri ).
Scendiamo all' Agriturismo La Vecchia Chioderia e tiriamo dritto per il greto del fiume. Non andiamo piano. ( mi diranno poi che il primo era solo a 3 minuti ). Attraversiamo il ponte ( dove i percorsi corta e medio/lungo si dividono ) e saliamo a buon passo a Codogna. Arrivati alla cappelletta in cima alla salita sentiamo suonare mezzogiorno. Sti cavoli.!!!
Ariviamo a Gonte fino alla Rosa Blu dove c' era un bel ristoro. The, Coca - Cola, Cioccolato e biscotti. Poi, con Hugo e Piero ripartiamo.
Attraversiamo la Statale, poche centinaia di metri sull' asfalto della ciclabile e capisco che saranno dolori. Il ginocchio riprende a pulsare, il piede destro brucia sempre piu'. Non mollo ma devo rallentare. Piero accompagna Hugo verso il Venini. Io tengo il mio passo. Sento che va meglio e tengo il passo. Si sale su strada accidentata dove l' appoggio non è sempre semplice. A un certo punto mi accorgo che sto' tornando sotto. Li sento parlare vicini. Ma sarà un fuoco di paglia. Hugo è un fenomeno, neanche tocca terra e i miei problemi si moltiplicano.
Meno male che ho il bastone che mi aiuta. Dove le pendenze mitigano un po' riesco a tenere un buon passo ma per la maggior parte vado avanti con un' incendio nel ginocchio sx e la gamba destra bloccata. Ogni tanto devo fermarmi e appoggiarmi al bastone.
Ma come cavolo fanno a non superarmi. Dove sono gli altri !!!
Il ragazzo in terza posizione mi supera all' Alpe di Sotto, dopo 5 km di mio calvario !!! Incredibile.
Anche Piero mi lascia e scende a sistemare un po' di segnaletica a Benelario.
Ho mangiato, ho bevuto, continuo a mangiare e bere acqua. Ma non è una questione di crisi idrico - alimentare, neanche un crampo. Riprendo ma mi riprendono il secondo e il terzo della lunga ( e che passo !! ). Poco prima di lasciare la sterrata per prendere l' ultimo km di sentierino capita quello che non doveva capitare. Gamba destra e ginocchio dx completamente bloccata ( mi era già capitato una volta e fortunatamente sapevo cosa fare, e meno male che non ho tentato di fare stretching perchè mi sarei fatto veramente male ). Non un crampo, il vasto mediale sopra il ginocchio della consistenza del granito. Gamba immobilizzata. Mi metto srdaiato contro la massicciata della strada e massaggio per un cinque minuti buoni. Passato tutto. Riparto. Ho perso un' infinità di tempo. Infatti appena dopo mi passa un' altro ragazzo.
Appena appoggio il piede sul sentierino erboso che porta al Venini rinasco. Sarà il terreno piu' morbido, il fatto di aver lasciato un pezzo che odio, la gamba che è tornata al 90 %, il ginocchio no ma fa niente. Riparto moolto svelto e mi tiro sotto.
Fino a che decido che non ne vale la pena. O meglio. Ne è valsa la pena, ma se fossi sceso alla morte in discesa ( cosa che in tutta la giornata sapientemente non avevo fatto ) i giorni, le settimane o anche i mesi dopo avrei avuti grossi problemi. Penso " meglio essere ricordato nei cuori che sui giornali ". Ho deciso. Al Venini mi fermo un po'. Quanto non lo so. Ma mi fermo.
Scollino al Venini e incontro il mitico Nani. Che sorpresa, non pensavo di trovarlo a guardare gli arrivi in cima! Andiamo insieme al ristoro. Andiamo a bere un birra gli dico. Non mi da risposta. Lo richiamo. Pensava che scherzassi.
Sarà un ristoro che passerà agli annali. Mi dicono di ripartire, che sono messo bene. Me ne frego. C'è il sole, c' è una bella compagnia, si ride e si scherza, c'è da bere e da mangiare. Chi mi ammazza !!!
Mi fermo per tre quarti d' ora. Mangio 4 tortine al cioccolato, una alla marmellata ( naturalmente pucciate nella birra ) , un po' di mela, un uovo sodo ( e non chiedetemi da dove sia saltato fuori ) e qualche albicocca secca che avevo. Mi bevo un litro e mezzo di birra presa al Rifugio. Dopo un' eternità arriva il ragazzo maltese che, quando scopre che li cedo il mio posto in classifica ( ormai era diventato quinto ) sembra completamente incredulo della sua prestazione. Mi sembrava contento. Continuo a massaggiarmi il ginocchio e la gamba. Offro un po di birra a quelli che arrivano ( non tutti la vogliono
Arriva la prima ragazza della 100 e mi sembrava discretamente in forma. Arriva la prima ragazza della 55. Si ferma poco. Al ristoro mi dicono " : O gli corri dietro o ti cacciamo a calci nel culo " . Non mi faccio pregare. Recupero il mio fido bastone e parto a razzo. Ci metto un' attimo a raggiungerla. Sono tornato a volare. Piuttosto sbronzo. Ma sono tornato a volare.
Il primo km scendendo dal Venini è un cinema. Alticcio, inciampo nei sassi almeno 3 o 4 volte. Alla fine cado quasi investendo Veronica e distruggendo il bastone. " Stammi lontano non vorrai mica uccidermi " mi dice ridendo.
Scendiamo a un passo veramente tranquillo ( soprattutto per me
Scendiamo verso pilone, dove alcuni davanti hanno sbagliato strada. Noi no. La so a memoria. Arriviamo alla Crocetta, trovo Andrea, Livio e Co,
saluto e ripartiamo. Il sentiero che scende verso Menaggio è pur sempre un sentiero delle capre ma quest' anno è ben pulito ( ma non invidio chi lo ha fatto bagnato ) e ogni tanto mi fermo per fare il punto della situazione e aspettare Veronica.
Arriviamo sull' asfalto. Siamo ( quasi ) arrivati. Attraversiamo la strada al benzinaio. Tifo del super vigile Lucio, Valerio. Passiamo per Menaggio
e ci guardano un po' tutti come degli alieni. Arriviamo al ponte dell' arrivo. Mi fermo. La faccio arrivare da sola. Non vorrei rovinagli la foto dell' arrivo
Neanche guardo il tempo e neanche chiedo. Pensavo sulle 10 ore e 20. Lo scopro la sera dopo su internet lo scopro 9 ore e 50.
Naturalmente Domenica mattina, ( niente dolori a parte il ginocchio ) , con il mio fedele lupo risaliamo di corsa fino sopra Plesio per togliere le fettucce, ripassiamo per Barna e percorriamo il tratto finale della Corta.
Alla fine gli faccio tagliare il traguardo anche a lui. In fondo era il campione uscente dell' anno scorso.
All' anno prossimo.
Se saro' ancora vivo.
Re: Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
MaDe, voglio uno dei tuoi bastoni dei pomodori e poi punto a vincere l'UTMB!!!!
Quando venerdì sera pdicevi del bastone dei pomodori pensavo che scherzassi, ed invece......
Grandissimo!
Quando venerdì sera pdicevi del bastone dei pomodori pensavo che scherzassi, ed invece......
Grandissimo!
Re: Marathon Trail Lago di Como (CO) 19-20.09.2015
Mitico! Salutami il cagnolone! 