Eccomi , finalmente trovo un pò di tempo per scrivere , per condividere le grandi emozioni della mia prima 70km
L'obiettivo era quello di portarla a termine , dopo lo sfortunato GTC e il piovoso GTO avevo
puntato all'Adamello per capire se una distanza così lunga (almeno per me) fosse gestibile
Il venerdì pomeriggio , con Ettore e Silvia ,è dedicato a viaggio verso Temù per il ritiro pettorali,
all'ora di cena di raggiungono due (nuovi) amici Valdostani e la serata passa veloce in allegria , le aspettative per il giorno seguente sono molte.
Sveglia, colazione, ci si prepara e in un attimo arriva il momento della partenza, accidenti ci siamo, sta cominciando un viaggio che (vista l'andatura) prevedo durerà almeno fin dopo la mezzanotte.
Il gruppetto dei 5 parte compatto, Ettore e Silvia prendono subito una bella andatura ,
Andrea ha un passo da Watusso e Cristina sembra lenta ma adotta il trucco del motore diesel , quando si scalda non la si ferma più ...
Poi ci sono io che che cerco di prendere il ritmo giusto, quello del bradipo che ha deciso che non mollerà, che vuole vedere l'arrivo di Vezza d'Oglio
Da quel momento sarà un elastico , prima ci si perde , poi ci si ritrova , due chiacchiere , una risata , mi
fermo a fare due fotografie e mi ritrovo (solo) al ristoro di S.Anna .
Parte la discesa divertentissima verso Edolo, il bosco è davvero magnifico , mi guardo intorno , mi emoziono a vedere così tanti funghi tutti insieme e non mi capacito del perché la "Mazza da Tamburo" non sia presa in considerazione , e pensare che impanata e fritta è una delizia ....
In breve sono al ristoro di Edolo e ritrovo i tre quinti del gruppo , Ettore è a un paio di km e al telefono ci dice di andare, lui ha il suo passo .
Gli altri partono, io faccio due telefonate e attacco la salita con il miraggio di un piatto di pasta alla Malga Mola.
Sono stupito di me stesso , "testa bassa ed andare" direbbe un amico Biellese e mi meraviglio della pseudo facilità con cui affronto le salite cementate con gradi di pendenza inauditi.
Arrivo alla malga che è quasi buio , ma sono ancora nei miei tempi , tutto procede bene.
All'interno c'è una strana luce e le sedie "a molla" sono antipaticissime ,ma c'è il minestrone e lo fagocito
con avidità, poi lo speak tagliato a mano, il panfrutta ... sono bello carico
Decidiamo il partire insieme , è buio pesto ma per fortuna non fa freddo , si va ma poco dopo succede qualcosa che non avevo previsto....il minestrone si ripropone e chiede il conto della mia avidità.
Lo spettro del GTC sta tornando, maledetta digestione , comincio a rallentare , le gambe non vanno più...da quel momento fino al Lago Mortirolo sarà fatica e sofferenza vera , mi fermo , sono costretto a sedermi un paio di volte e mi sento pervaso se un sonno modello "bella addormentata nel bosco"
Il rifugio non arriva mai ,all'ultimo controllo mi hanno detto che manda poco, ma non arriva mai .
All'improvviso le luci , che sollievo , sento anche una voce "vieni dentro" e il silenzio dell'esterno viene interrotto dal gran vociare dell'interno ; una comitiva di allegri Bresciani che cenano allegramente mi guarda come si guarda un marziano, devo avere un'aspetto orribile.
Il gestore ,di cui non ricordo il nome ma solo la grandissima disponibilità e gentilezza, segna il numero di pettorale e mi chiede di cosa ho bisogno ; stendermi dico io , devo stendermi e riposare un pò poi penserò al resto.
I commensali mi guardano , io mi tolgo lo zaino e mi butto su una panca stretta e corta ,nella classica posizione della mummia e lì resto immobile per circa mezz'ora
All'improvviso apro gli occhi e mi sollevo di scatto , qualcuno al tavolo dice divertito "ecco, ha ricaricato le batterie", in effetti è così.
Mi guardo intorno e al tavolo del ristoro vedo un volto amico , prendo zaino e bastoncini e mi avvicino , anche Ettore è arrivato.
Dopo una bella tazza di brodo , l'immancabile panfrutta e un caffè doppio ,decidiamo di ripartire e di concludere il viaggio insieme, indipendentemente dal tempo necessario.
Altri 20 lunghi km , tra la noia di un infinito traverso nebbioso ,la bellezza dei profili delle montagne illuminate dalla luna pienza e il calore dei ristori/controlli al Caret e Pianaccio dove partiva l'ultima infinita discesa verso Vezza, senza dimenticare l'ultimo punto di controllo a Casinelle.
Piano piano , tra una frontale che faceva le bizze e Ettore che ogni tanto imprecava per il ginocchio, guadagniamo l'asfalto e capiamo che siamo ormai in dirittura .
A qualche centinaio di metri dall'arrivo ci aspetta Andrea arrivato ormai da tempo , pochi metri ancora ed è traguardo , sono le 5 del mattino, ho portato a termine la mia prima 70km , ho raggiunto l'obiettivo che mi ero prefissato , ho aiutato un amico .
Siamo arrivati insieme , ma lui è raccomandato ed è riuscito a figurare come ultimo in classifica...
Il resto sono 2 ore e mezza di sonno , la mattinata nella zona arrivo , la premiazione con chiamata nominale e la foto di gruppo, ma anche e sopratutto la mia famiglia che mi aspettava a casa e che si è congratulata ..mio figlio che questa mattina ha detto alla sua maestra "mio papà fa gli ultratrail"....e qui mi scappa la lacrima
Emozioni ... non sono sazio ...credo sia dipendenza
Scusate la prolissità , ma a volte è necessario condividere.
Grazie ancora a tutti i volontari , sempre sorridenti e disponibili alle 10 del mattino come alle 4 di notte , grandissimi
Notte
Ugo