Cadere da un sentiero quasi banale

Due chiacchiere al bar
cianix
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Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da cianix »

Scusate se vi porterò via qualche minuto, ma vorrei raccontarvi un episodio che mi è accaduto all’ultima gara alla quale ho partecipato domenica, e che mi ha letteralmente demolito il mio mondo di certezze consolidate dopo tanti anni di avventure in montagna. Per evitare malintesi, premetto che sono un abituale frequentatore dell’ambiente montano e prima di frequentarla nella modalità corsa, ho cominciato molti anni fa con l’escursionismo prima per passare all’arrampicata poi, dico questo perché non si pensi che sono uno dei tanti stradaioli (senza offesa eh) che si affacciano improvvisamente alla corsa in montagna rimanendone sì affascinati, ma che allo stesso tempo si trovano in forte difficoltà alle prime ghiaie e/o roccette che si incontrano in discesa.
Ma andiamo diritti al sodo, anche se ci tengo ad entrare nel dettaglio, perché spero che il racconto possa servire a qualcun altro che potrebbe trovarsi a rivivere una situazione simile alla mia.
Mi trovo dopo circa 2 ore e mezza di gara, una skyrace, a percorrere gli ultimi metri di salita dei 1650 complessivi di D+, poco più avanti comincia la discesa che porta giù fino all’arrivo.
Il sentiero non presenta alcuna difficoltà tecnica, sale a mezzacosta su terreno dolomitico, tagliando un pendio piuttosto ripido, a sinistra monte, a destra valle, nel senso della nostra marcia. Davanti a me, a circa 20 metri, un concorrente che sto lentamente avvicinando, l’obiettivo è di raggiungerlo prima del termine della salita, per avere campo libero nella successiva discesa. Mancano ancora una decina di metri sul tratto che taglia il pendio ripido. Al suo termine, prima che il sentiero pieghi a sinistra entrando in una tranquilla zona boschiva, ci sono alcuni volontari a presidiare il terreno, non ne ricordo il numero ma credo fossero 4 o 5. Sto procedendo bene, sento i volontari che mi incitano, con le solite frasi “dai, forza che la salita è finita” “bravo, bravo, forza” ecc. tutte frasi che conosciamo bene e che fa sempre piacere ascoltare e che danno nuova linfa al nostro sforzo; sto camminando velocemente e, come faccio a volte, con i palmi delle mani premo sui quadricipiti per tenere alto il ritmo… mancano 3 metri al termine del tratto, 2… 1… a questo punto accade qualcosa di incomprensibile.
Alzo per un attimo gli occhi verso le persone che mi stanno incitando, per capire dove passare… ma improvvisamente qualcosa non va, sento che il corpo si sta sbilanciando verso destra, verso valle.

Ho provato a ripercorrere quegli attimi decine di volte per capire cosa è successo, non ci sono ancora riuscito, credo che l’unica cosa da fare sia ritornare su quel preciso punto, chiudere gli occhi e vedere se riesco a mettere a fuoco l’immagine dell’attimo, che ora non riesco a far affiorare.

Dicevo, sento il corpo sbilanciarsi a destra, la mano sinistra comincia a sventolare nel vuoto, cercando un appiglio che non trova.
La persona che si trovava ad un metro da me guardando i miei occhi deve averci letto il terrore.
Mi volto a destra e vedo il vuoto, sembra incredibile ma in quegli attimi ho avuto il tempo per pensare molte cose, del tipo “ecco sto per morire” e ”ma quanto stupido sono a cadere su un sentiero così”,“fate qualcosa, prendetemi”.
Salto giù nel pendio, comincio a rotolare, vedo il mondo a rovescio, poi diritto, vedo sassi, erba, tutto dura in realtà pochi attimi ma sto rotolando verso valle… poi vado a sbattere su qualcosa, di flessuoso, il colpo è morbido, non me lo lascio ripetere due volte e con tutte le forze lo abbraccio tenendolo più stretto possibile, è un mugo, IL mugo, quello che mi ha salvato la vita, non mi par vero, sono tutto intero e mi rimetto in piedi. Da sopra cominciano ad urlarmi di non muovermi, che vengono a prendermi, ma gli rispondo che è tutto ok, ancora prima di rendermi conto che effettivamente è proprio così, solo un po’ di graffi causati dal rotolamento e una botta sul fianco, ma di questa me ne accorgerò solo dopo qualche ora. Risalgo da solo facendo molta attenzione e riparto, completando la gara.

A volte capita di giudicare certi avvenimenti senza avere in realtà la più pallida idea di ciò che può averli causati, solo perché ci crediamo invincibili, immuni da qualsiasi rischio, perché ci sentiamo troppo sicuri, che a noi certe cose non accadono; beh in questa occasione ho rischiato veramente di finire sulla cronaca nera dei siti, bastava che non ci fosse quel mugo e non so dove avrei concluso la caduta, ciò che mi fa più pensare è che si trattava di un tratto tutto sommato facile e che nelle mie peregrinazioni in giro per i monti ho fatto ben di peggio e di molto più pericoloso.
La lezione che già conoscevo, ma che provata sulla propria pelle assume tinte molto più nette è che non ci si può mai distrarre, neanche per un secondo e che questo confine tra l’essere ancora qui e poterlo raccontare e l’alternativa, a volte è molto labile…
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IAmOnlyHappyWhenIFk
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Re: Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da IAmOnlyHappyWhenIFk »

A me nelle escursioni in montagna (ma per le gare il principio è identico) mi capita questo:
1) Se vado piano in posti semplici e guardo per aria o guardo gli amici con cui converso, va tutto bene
2) Se vado veloce e guardo sempre dove metto i piedi, va tutto bene
3) Se vado piano o veloce non importa, in posti anche solo leggermente complicati ma ogni tanto guardo per aria per qualsiasi motivo, prima o poi inciampo o do un calcio ad una pietra che rotola già a valle o scivolo su una radice o peggio.

Non voglio dare consigli a nessuno, dico solo quello che faccio io: per evitare problemi, adotto una semplice regola: se devo guardare per aria o mi fermo oppure guardo a frequente intermittenza dove metto i piedi.
Metodo troppo da pir7a e troppo schizofrenico? Può darsi, ma con me funziona.
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piero61
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Re: Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da piero61 »

salve
è successo anche a me qualcosa di simile, ma durante un'escursione, mi sono "imbelinato" in discesa con tutto lo zaino delle provviste facendo dei bei capitomboli senza però farmi nulla di serio.
Però...come mi sono rimesso in piedi, ho pensato: fino a dieci minuti fa avevo lo zaino con la nostra secondogenita (10 mesi) e ho sudato freddo nonostante facesse caldo...io e mia moglie li avevamo scambiati.
saluti
Piero e famiglia
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mircuz
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Re: Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da mircuz »

Credo sia capitato a tutti un evento del genere. Il più delle volte evitiamo per un soffio di cadere, quando non succede...si finisce male :(
Personalmente stavo attraversando un tratto di sentiero con una catena, l'avrò fatto non so quante volte senza problemi, ad un tratto mi trovo ad annaspare nel vuoto con la mano che doveva afferrare la catena. Ho preso un appiglio per miracolo sennò non sarei qui a raccontarlo. Dopo per un po' stai più attento!
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AndreaPD
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Re: Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da AndreaPD »

Non è che in quel momento hai avuto un giramento di testa o una piccolissima "assenza"?

Comunque momenti del genere purtroppo capitano camminando o correndo tra i monti....

Ciao

Andrea
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andard
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Re: Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da andard »

sicuramente è molto importante, onesto e utile condividere messaggi del genere, sono eventi che possono capitare a chiunque. Anche a me è venuto il dubbio che magari la causa possa essere un abbassamento di pressione sanguigna o cose simili. A me non è mai capitato però ogni tanto penso che basta poco per farsi male o per cadere in un dirupo se si va correndo per monti bisogna sempre essere lucidi e attenti nonostante la fatica.
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Corry
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Re: Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da Corry »

Discussione da tenere in evidenza. A me sono capitate cadute assolutamente banali ed evitabili, per fortuna sempre in tratti di sentiero facile dove mi sono distratto e ho inciampato oppure mi si è girata una caviglia.
Non so se sia un caso ma penso che sia proprio quando ci sentiamo troppo sicuri che abbassiamo la nostra soglia di attenzionee e rimaniamo più "indifesi"....
Una cosa importante che ho notato è stata che nelle mie cadute il riflesso di mettere le mani avanti e un po di forza nelle braccia hanno attutito il colpo, insieme all'istinto di rotolare su un fianco e di scaricare il colpo sullo zainetto.
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IAmOnlyHappyWhenIFk
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Re: Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da IAmOnlyHappyWhenIFk »

AndreaPD ha scritto:Non è che in quel momento hai avuto un giramento di testa o una piccolissima "assenza"?

Comunque momenti del genere purtroppo capitano camminando o correndo tra i monti....

Ciao

Andrea
"assenza" :shock: ? A parte il fatto che dal racconto sembra sia sempre stato "presente", ma comunque, se avesse avuto "assenze"... subito dal medico! In montagna, alla guida, e in altre situazioni, non si possono avere "assenze" per quanto piccolissime!

Piccoli giramenti di testa è un altro discorso, se c'è motivo di averli, se conosci bene le reazioni del tuo fisico all'altitudine e alla fatica, se hai la pressione bassa, se tutte queste cose, allora puoi anche gestirli, altrimenti, via dal medico uguale!
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Paso
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Re: Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da Paso »

A me capita in salita quando spingo molto (tipo alla fine di un vertical) di avere qualche pecca nell'equilibrio. Un po' le gambe stanche, un po' la minore lucidità dovuta al sangue che va piu' ai muscoli che alla testa. Quindi, prima di un tratto tecnico, cerco di rifiatare ed essere "presente".
Ma i ruzzoloni peggiori li ho sempre fatti in discesa quando ritenevo il sentiero facile e scorrevole, magari negli ultimi km di un bel giro... mai distrarsi :-D
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El_Gae
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Re: Cadere da un sentiero quasi banale

Messaggio da El_Gae »

Storia molto significativa, sul rischio che corriamo anche quando ci sembra di no.
Non è possibile fare diagnosi, ovviamente, perché servirebbero dei parametri medici. Può essere un calo di pressione o un giramento di testa dovuto alla stanchezza, o un colpo di calore... boh!
Quando viviamo queste esperienze poi (personalmente posso raccontare solo di un colpo di sonno mentre guidavo e uno svenimento dopo una donazione di sangue) il nostro cervello a volte rielabora il racconto in modo personalizzato. Mi è capitato anche quando facevo il bagnino, che ci capitava di ripescare le persone prive di sensi che raccontavano comunque la loro versione del salvataggio.
Non sto dicendo che la storia di cianix non sia vera, solo che bisognerebbe andare a fondo della causa per capire, in particolare cosa sia successo, visto che il racconto dei fatti potrebbe comunque essere un po' falsato (anche se, ovviamente, in modo inconsapevole)
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