Come viene la voglia di correre?
No, aspetta…non si tratta di correre e basta: la materia è ben più complessa.
A ben guardare, questa malattia di muovere le gambe e di appoggiare le zampe gommate su fanghiglia, aridi e quanto mai improbabili dirupi, roccette bic (come i sanguinari rasoi di plastica blu), sentierini muschiati, cengette…ha ben poco in comune con la corsa, la corsa intesa come cardiosmazzoripetuta42maledettissimi km (parola singola).
In comune ci sono le scarpe.
(no, nemmeno)
Be’, dai, i polmoni e le coscette.
Poi? Poi, ognuno ci mette quello che vuole, un po’ come il kebab.
Non so come venga la voglia di correre, ma sono sicura di aver riscoperto la gioia della corsa. L’assoluta inadeguatezza al compito e alla meta (lunghe distanze, significa, senza una preparazione adeguata) mi regala un senso di libertà che difficilmente mi è concesso di sperimentare. E si che ne ho fatte di stronzate, in vita mia…ma la “corsa lunga” è forse quella più divertente.
Sono stata ferma, per necessità, ma anche per scelta. Troppo rumore, troppe cose da portarsi a spasso, troppe cose inutili e pesanti. Il significato puro di questo sport io credo di averlo trovato subito, di averlo cullato, e di averlo anche perduto…ma adesso è mio di nuovo, mio come prima, come quando correvo con le mizuno da strada, alla cazzo di cane, con le maglie di cotone “io c’ero” (festa dell’alpino, o cose simili), assetata di sogni impossibili, ostinata e contraria, come il vento, come le vesciche, come questo silenzio quasi di stelle e il male alle gambe.
Correre la propria libertà, prima di tutto con la mente, con gli occhi, con la bocca che ride e il cuore fra i denti; poi, forse, si comincia a farlo con i piedi, finché dura, finché ce n’è.
Caxxo se mi mancava…
Un po' come il kebab
Re: Un po' come il kebab
Beh, qui sul forum mancavi tu!
Anzi le tue parole.
Anzi le tue parole.
Re: Un po' come il kebab
Ben tornata ! Si sentiva la tua mancanza, dei tuoi post energici, delle tue imprese folli... Daghene!
Re: Un po' come il kebab
Chissà che ci sia un ritorno alle origini in senso ampio...so che la voglia di andare è proporzionale all'entusiasmo e questo non è mai gratis, anzi! Bisogna che ci siano gli ingredienti giusti in partenza e credo che ne siano rimasti ancora di ottimi, "duri e puri". Andare, finché si può, prendendosi cura del viaggio, della forma dei luoghi indovinando i passaggi, maledicendo orizzonti troppo lontani
Esistono ancora le favole!
Esistono ancora le favole!
Re: Un po' come il kebab
buon ritorno! ...e buon appetito! 
Re: Un po' come il kebab
Pura poesia!DOLOMICA ha scritto: Caxxo se mi mancava…
Mancavi anche tu. Bentornata!
Re: Un po' come il kebab
per uno che ha iniziato da poco a "... correre la propria libertà, prima di tutto con la mente, con gli occhi, con la bocca che ride e il cuore fra i denti..." questo post è ossigeno.
bello bello
bello bello
Re: Un po' come il kebab
Bentornata!
Modificherei il titolo con "Un pò come il vento"
eh si perchè correre alla fine è la parola che esprime meglio il concetto di libertà, e quale sinomino migliore del vento per esprimerlo!
il senso di libertà assoluta associato alla corsa in natura è qualcosa di ineguagliabile
Modificherei il titolo con "Un pò come il vento"
eh si perchè correre alla fine è la parola che esprime meglio il concetto di libertà, e quale sinomino migliore del vento per esprimerlo!
il senso di libertà assoluta associato alla corsa in natura è qualcosa di ineguagliabile
Re: Un po' come il kebab
Sei lì fino ad un minuto prima di partire con la bocca storta e il cervello pure, uffa, chi me lo fa fare...ma ecco che dopo dieci metri stai già cambiando idea, dopo venti sorridi e poi sparisce tutto! Eh, correre, che roba! Non c'è niente da fare, nonostante tutte le sovrastrutture che ci siamo creati, che poi in realtà sono gabbie con sbarre invisibili ma solidissime, nonostante tutti gli orpelli e la tecnologia, siamo Sapiens e Neanderthal, Boscimani che corrono dietro una gazzella tra l'erba riarsa più alta di noi. E fare ciò per cui siamo nati rimette in ordine le cose, ci rimette in riga e ci libera allo stesso tempo.
Però a volte riusciamo a crearci una gabbia anche qui, con il crono e il gps, le gare, i kilometri e il D+, i risultati, le magliette finisher, le classifiche e le aspettative nostre e altrui. Le RIPETUTE
Perdiamo il senso a volte, e può essere molto doloroso. Non sorridiamo più.
Poi per fortuna ci accorgiamo di cosa sta succedendo, magari leggendo i post deliranti/esilaranti di una come te, Dolomica, e allora ci diamo una sberla e ridiamo di noi stessi, e di nuovo corriamo per sorridere
Grazie
Però a volte riusciamo a crearci una gabbia anche qui, con il crono e il gps, le gare, i kilometri e il D+, i risultati, le magliette finisher, le classifiche e le aspettative nostre e altrui. Le RIPETUTE
Perdiamo il senso a volte, e può essere molto doloroso. Non sorridiamo più.
Poi per fortuna ci accorgiamo di cosa sta succedendo, magari leggendo i post deliranti/esilaranti di una come te, Dolomica, e allora ci diamo una sberla e ridiamo di noi stessi, e di nuovo corriamo per sorridere
Grazie
Re: Un po' come il kebab
Non ho mai assaggiato un Kebab ma capisco perfettamente come ti senti adesso. E credo anche di capire un po' come ti sentivi. Magari dover, anche inconsciamente, cercare di non deludere le aspettative di chi ti vedeva ai nastri di partenza può di certo aver tolto il gusto per la corsa.
Se adesso è tornato, se te ne sbatti e pensi solo a divertirti, se hai avuto nostalgia anche del forum....tanto meglio. E alla prima occasione ti offro una birrozza
Se adesso è tornato, se te ne sbatti e pensi solo a divertirti, se hai avuto nostalgia anche del forum....tanto meglio. E alla prima occasione ti offro una birrozza