In realtà ti do ragione, ma i numeri, e le gare, ormai rivestono un'importanza diversa.Marietto ha scritto:[...
Riduco il numero dei partecipanti, non si dorme nei rifugi, no accomagnatori nelle base vita, distanze di sicerezza, ecc...
Impensabile? Il Tor così viene "snaturato" e non è più lo stesso?
Mah...dipende dai punti di vista....sicuramente sarà diverso da quello che è diventato negli ultimi anni in cui i concorrenti sono accuditi e coccolati in questa splendida avventura.
Alla prima edizione del 2010 eravamo in 4 gatti (poco più di 300 partecipanti)....non si poteva dormire nei rifugi...no accompagnatori alle basi vita.....la più bella edizione di sempre....più che "snaturare" il TOR potrebbe essere un bel ritorno alle origini semmai....
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La prima volta che l'ho finito, nel 2011, sono arrivato ultimo, ed ero 300.mo Lo scorso anno i finisher sono stati 565. Quindi il doppio di gente in giro e quest'anno ci sono altre tre gare previste.
Certo, l'unica soluzione praticabile senza snaturare troppo sarebbe tramutare il Tor in gara di autosufficienza spinta, magari con traccia su gps, per eliminare scope e tracciatori e bandiere, senza appoggi esterni nei rifugi e nelle basi. Ristori solo su banconi all'aperto. Basi vita trasformate e riposizionate...(ma dove?). Ma già mentre lo scrivo mi rendo conto che poi, prima o poi, la gente deve dormire, cambiarsi, lavarsi. Se non mi sbaglio le regole attuali nelle palestre implicano di non usare le docce e stare a 3 se non 5 metri di distanza negli spogliatoi. Anche se elimini gli accompagnatori diventa difficile quando arriva la 'pancia' del gruppo, gestire distanze simili. Pensa a Ollomont, quando piove, con due docce, il tendone stracolmo, e due gare corpose che si sovrappongono...
Forse allora ridurre il Tor e farne un'edizione limitata a Donnas potrebbe essere un'alternativa fattibile; sarebbe un ripiego, anche se di lusso...
E poi c'è un'altra cosa di cui nessuno parla: l'allenamento. Di questo passo quanti saranno allenati non dico per il Tor ma anche solo per una 100 miglia? Chiunque abbia fatto gare sa che l'allenamento per conto proprio serve fino a un certo punto (chi può farlo e ha dislivelli importanti a portata di mano...) ma poi sono le gare e il pettorale indossato a dare la vera spinta e la giusta preparazione. Almeno secondo me.
E poi ci sono gli spostamenti regione-regione, quelli nazione-nazione e via dicendo, ma questa è un'altra storia.