mike72 ha scritto:Buongiorno!
Molto interessanti i vostri interventi...certo è che l'argomento è assai complesso, se visto attraverso le varie sfaccettature...personalmente mi riferivo solo al caso dell'impianto sulla Marmolada: secondo me si possono dire dei NO decisi, quando questi sono sensati e intendono opporsi a deturpazioni spesso anche inutili: un ulteriore impianto al carosello del Sellaronda, che già conta piste infinite per tutti i gusti, cosa potrebbe aggiungere?
Sono solo considerazioni un po' a caso...ma mi fa comunque molto piacere che se ne parli in un forum in cui lo spirito trail, di amore, rispetto verso la natura ed il prossimo è sentito parecchio ; - ) !!
grazie per aver preso con intelligenza la mia provocazione. e forse si, hai ragione, ha volte bisogna urlare NO.
poi ci possono essere impianti , come il carosello Ponte di Legno/Tonale, che a fronte di un mega-impianto hanno di fatto reso possibile NON usare mai l'auto per attraversare ca 20 km di valle .
cosa è meglio e più impattante, non ho così tanta competenza per dirlo, ma sul medio-lungo periodo ritengo la carbon footprint di un impianto con tecnologia ed energia verde minore di un fiume di auto ( da parcheggiare movimentare etc )
per quanto riguarda i tuoi amici che tornano, bravi, e li invidio . sia per dove sono nati sia per aver le palle quadre di tornare dove rischiano magari di aver troncate le loro carriere.
concordo che sia fantastico "parlarne" qui.
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Grazie per lo spunto!
Vivendo nella pedemontana pordenonese sono "avvilito" nel vedere l'andamento demografico della zona.
Solo seconde case che si popolano nel fine settimane o d'estate. Ma per un giovane è durissima rimanere lì.
facile puntare solo sugli aiuti a pioggia, ma credo che i paesi di montagna dovrebbero godere di una fiscalità di vantaggio, almeno per compensare i maggiori oneri che un'azienda che si insedia lì di sicuro ha (per es. il costo del trasporto delle merci).[/quote]
again grazie a voi per l'apertura mentale e l'intelligenza di cogliere le provocazioni senza partire all'attacco.
intendevo proprio quel problema, che innesca poi il circolo , che in città è virtuoso , della gentrification. solo che in montagna è pure "touristic-ation". quindi rimangono solo bellissime 2nde case , in classe A+++++, bellissime ma accessibili solo da pochi turisti, con altissimo reddito, per pochi mesi l'anno, se non settimane, per cui inoltre inutilmente costruite in alta efficienze, usando spesso isolanti non naturali e con stili architettonici avulsi dal genius loci .
probabilmente in tutta la zona dolomitica è così, a parte piccole perle.
il problema degli interventi di fiscalità è che poi innescano inevitabilmente ulteriori confini e dis-equilibri, basti pensare la differenza tra Alto Adige e Veneto o Livigno e Bormio. e il conseguente caro-vita che esplode perchè tarato sul budget del turista.
è un pò come intervenire con impianti sciistici in montagna, cioè si mette una variante nell'equilbrio economico. per assurdo l'approccio liberista sarebbe il più naturale, il mercato è come la natura, sopravvive solo il più forte
