#TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

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leosorry
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#TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da leosorry »

Marmolada 2020
Basta impianti per uno sviluppo sostenibile

10/11/2020
Pian dei Fiacconi


Oggi, martedì 10 novembre 2020, abbiamo scelto la Marmolada per dire “basta impianti”

Consapevoli che la macchina dello sfruttamento della montagna con la costruzione di nuovi impianti non si fermerà di fronte alla pandemia e consci dell’emergenza sanitaria in corso, abbiamo deciso di manifestare staticamente comunque la nostra contrarietà, ritrovandoci sulla cima del Col de Bousc con un primo gruppo e in prossimità della ex cabinovia di Pian dei Fiacconi con un secondo gruppo, volutamente di esigue proporzioni.

immagine ridotta, clicca per ingrandire

Il messaggio di oggi è: “fermiamo lo sfruttamento indiscriminato delle montagne, non costruiamo nuovi impianti di risalita!”

Qui di seguito l'intero articolo di TheOutdoorManifesto
https://www.theoutdoormanifesto.org/azi ... 65OW7t1B_8
mike72
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Re: #TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da mike72 »

Grazie per aver postato questo articolo, Leosorry!
Sono particolarmente legato alla Regina delle Dolomiti, non soltanto per la sua regale e magnifica bellezza, ma anche perchè mio nonno e mia mamma sono nati ai suoi piedi, ad Alba di Canazei. Il nonno portò mia madre a Punta Penia per la prima volta che aveva solo 7 anni...!! E da lì è cominciata una storia di amore, passione che, tramandata a figli, nipoti e pronipoti, dura ancora, anzi si rafforza sempre più.
Per questo anche io sono tra coloro che sperano che la vecchia e pittoresca bidonvia non venga sostituita. Un nuovo impianto nel cuore del ghiacciaio (già abbastanza sofferente per l'innalzamento delle temperature) sarebbe tanto inutile quanto devastante per tutto l'ambiente: ci sono già centinaia di km di piste, peraltro bellissime, nel carosello del dolomiti Superski, c'è già la funivia di Malga Ciapela che porta fino a Punta Rocca, si può scendere da 3.200 a 1.500 tutto d'un fiato, e riprendere poi il Sellaronda....basta, non sembra già abbastanza?
Spero tanto che un po' di buon senso prevalga tra coloro che prenderanno le decisioni più importanti, che non si facciano guidare solo da miope avidità...e non credo si tratti solo di utopistiche considerazioni di chi è forse troppo innamorato delle montagne....una selva di piloni, un paesaggio davvero troppo deturpato...potrebbe ancora attirare turismo?
Mah, intanto rispetto massimo per chi prende a cuore queste cause e si adopera per il mantenimento dell'ambiente montano.
cianix
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Re: #TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da cianix »

mike72 ha scritto:una selva di piloni, un paesaggio davvero troppo deturpato...potrebbe ancora attirare turismo?
Certo, su questo non c'è dubbio, per molti "amanti della natura" potresti costruire una pista di sci direttamente in centro a Milano e sarebbe successo assicurato.
Lo sciatore di pista è totalmente disinteressato al contesto, tranne rari casi ovviamente.
ap77
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Re: #TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da ap77 »

dai parliamone grazie !
bellissima iniziativa, bellissimo e condivisibile dire e urlare "BASTA ! " , ma poi ?
l'alternativa per rendere sostenibile sia a livello ambientale che economico queste zone ?
che non siano la mega-detassazione e gli aiuti a pioggia.
evitare che tutti questi luoghi rimangano paradisi per bimbi e anziani e famiglie in vacanza e basta ?
spopolate di tutte le persone dai 13 ai 55 anni ( tranne i pochi che fanno maestri sci/noleggio , neanche più ci sono i baristi o i camerieri locals ) ?
evitare che l'alcolismo sia una piaga reale dai 13 anni ?
no strade no impianti no piloni no parcheggi no piste da sci no palazzini alte più di 2 piani.
ma "si" a cosa ? che non sia utopico tipo "facciamo un economia basata sulle piantagione di goji".

mi piacerebbe discuterne un pò, ma anche le persone dietro queste iniziative quando si chiede un alternativa, banalmente anche ai generatori eolici, spariscono.
il rischio è di diventare come i verdi degli anni 90, puro NIMBY tardo-adolescienziale senza nessun risultato concreto.
lo dico da profondo ecologista, cresciuto con una famiglia che ha basato tutto su questa filosofia.
ma so che con questo atteggiamento ahime non si combina mai una ceppa.
si possono sostenere, al limite, le zone come la Val Maira , ma le zone come le Dolomiti con il livello di antropizzazione che ormai hanno è , purtroppo, utopia.

secondo me e' la condivisione di queste terre, della cultura , a quanta più gente possibile senza snobismi, che assicurerà un futuro a queste terre.
E' imparando ad amarle che si rispettano, non vietando tutto senza proporre alternative.

cioè , per banalizzare alla "libero" ( che odio ) .
Bella la Tesla, ma poi come la caricate cari i miei radical ecologyst nazi vegan con le gravel-bike da 4000 € e le camicie a scacchi da 160 € ?
e non dite che non è così che le serate di queste iniziative le conosco bene , c'è più omologazione in questi ambienti che in un Burghy di San Babila negli anni '80 :)
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leosorry
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Re: #TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da leosorry »

ap77 ha scritto: bellissima iniziativa, bellissimo e condivisibile dire e urlare "BASTA ! " , ma poi ?
l'alternativa per rendere sostenibile sia a livello ambientale che economico queste zone ?
che non siano la mega-detassazione e gli aiuti a pioggia.
evitare che tutti questi luoghi rimangano paradisi per bimbi e anziani e famiglie in vacanza e basta ?
spopolate di tutte le persone dai 13 ai 55 anni ( tranne i pochi che fanno maestri sci/noleggio , neanche più ci sono i baristi o i camerieri locals ) ?
evitare che l'alcolismo sia una piaga reale dai 13 anni ?
Grazie per lo spunto!
Vivendo nella pedemontana pordenonese sono "avvilito" nel vedere l'andamento demografico della zona.
Faccio un esempio: Clauzetto, il bellissimo "Balcone del Friuli" che guarda dall'alto tutta la pianura friulana, contava 3.000 abitanti cento anni fa. Adesso sono in meno di 400, la maggior parte anziani. Solo seconde case che si popolano nel fine settimane o d'estate. Ma per un giovane è durissima rimanere lì.

E' difficile, forse impossibile, trovare una via alternativa per evitare lo spopolamento e la marginalizzazione economica della zona. Come dici tu, è banale e troppo facile puntare solo sugli aiuti a pioggia, ma credo che i paesi di montagna dovrebbero godere di una fiscalità di vantaggio, almeno per compensare i maggiori oneri che un'azienda che si insedia lì di sicuro ha (per es. il costo del trasporto delle merci).
mike72
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Re: #TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da mike72 »

Buongiorno!
Molto interessanti i vostri interventi...certo è che l'argomento è assai complesso, se visto attraverso le varie sfaccettature...personalmente mi riferivo solo al caso dell'impianto sulla Marmolada: secondo me si possono dire dei NO decisi, quando questi sono sensati e intendono opporsi a deturpazioni spesso anche inutili: un ulteriore impianto al carosello del Sellaronda, che già conta piste infinite per tutti i gusti, cosa potrebbe aggiungere? E lo dico da appassionato di sci che ha avuto la fortuna fin da piccolissimo di girare per quei luoghi!!
La nuova funivia che da Alba porta a Col dei Rossi, per unire il comprensorio Ciampac-Buffaure al Sellaronda, quella secondo me è stato un impianto utile, ragionato, che ha portato molto vantaggi, anche dal punto di vista della diminuzione degli spostamenti in auto lungo la Valle, potendo adesso con gli sci ai piedi partire da Pozza e arrivare fino a Corvara, per esempio...
Riguardo al discorso che faceva App...credo siano tematiche tanto antiche quanto non banali da analizzare...nel mio piccolo ti posso dire che tanti miei amici di Alba/Canazei, dopo aver studiato fuori Valle, spesso hanno deciso di tornate e prendere in mano le attività di famiglia (alberghi, noleggi sci, etc...) oppure comunque lavorare in Valle, portando la loro esperienza maturata e unendola al forte amore ed attaccamento alla propria terra, alle proprie tradizioni per migliorare la qualità di vita dei residenti, anche nei mesi "morti" in cui non ci sono turisti.
Boh...ci sarebbe da parlare ore si questo argomento, lo sviluppo di quei luoghi, come crescere, modernizzarsi senza sciupare quel paradiso, come portare avanti tante preziose tradizioni senza perdere l'orgoglio di una popolazione intera (i ladini)...
Sono solo considerazioni un po' a caso...ma mi fa comunque molto piacere che se ne parli in un forum in cui lo spirito trail, di amore, rispetto verso la natura ed il prossimo è sentito parecchio ; - ) !!
cianix
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Re: #TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da cianix »

ap77 ha scritto:dai parliamone grazie !
bellissima iniziativa, bellissimo e condivisibile dire e urlare "BASTA ! " , ma poi ?
l'alternativa per rendere sostenibile sia a livello ambientale che economico queste zone ?
che non siano la mega-detassazione e gli aiuti a pioggia.
evitare che tutti questi luoghi rimangano paradisi per bimbi e anziani e famiglie in vacanza e basta ?
spopolate di tutte le persone dai 13 ai 55 anni ( tranne i pochi che fanno maestri sci/noleggio , neanche più ci sono i baristi o i camerieri locals ) ?
evitare che l'alcolismo sia una piaga reale dai 13 anni ?
no strade no impianti no piloni no parcheggi no piste da sci no palazzini alte più di 2 piani.
ma "si" a cosa ? che non sia utopico tipo "facciamo un economia basata sulle piantagione di goji".

mi piacerebbe discuterne un pò, ma anche le persone dietro queste iniziative quando si chiede un alternativa, banalmente anche ai generatori eolici, spariscono.
il rischio è di diventare come i verdi degli anni 90, puro NIMBY tardo-adolescienziale senza nessun risultato concreto.
lo dico da profondo ecologista, cresciuto con una famiglia che ha basato tutto su questa filosofia.
ma so che con questo atteggiamento ahime non si combina mai una ceppa.
si possono sostenere, al limite, le zone come la Val Maira , ma le zone come le Dolomiti con il livello di antropizzazione che ormai hanno è , purtroppo, utopia.

secondo me e' la condivisione di queste terre, della cultura , a quanta più gente possibile senza snobismi, che assicurerà un futuro a queste terre.
E' imparando ad amarle che si rispettano, non vietando tutto senza proporre alternative.

cioè , per banalizzare alla "libero" ( che odio ) .
Bella la Tesla, ma poi come la caricate cari i miei radical ecologyst nazi vegan con le gravel-bike da 4000 € e le camicie a scacchi da 160 € ?
e non dite che non è così che le serate di queste iniziative le conosco bene , c'è più omologazione in questi ambienti che in un Burghy di San Babila negli anni '80 :)
Mi pare che tu ti stia allargando un po' troppo e non abbia la più pallida idea del tema, pertanto ti consiglio, prima di continuare per la tangente, di leggere questo:

https://www.theoutdoormanifesto.org/sto ... marmolada/

Vorrei inoltre ricordarti che le Dolomiti sono, tra le aree montane del pianeta, le più antropizzate e martoriate. Ah dato che si stanno spopolando, prova ad acquistare casa, che le trovi a prezzi stracciati.
ap77
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Re: #TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da ap77 »

mike72 ha scritto:Buongiorno!
Molto interessanti i vostri interventi...certo è che l'argomento è assai complesso, se visto attraverso le varie sfaccettature...personalmente mi riferivo solo al caso dell'impianto sulla Marmolada: secondo me si possono dire dei NO decisi, quando questi sono sensati e intendono opporsi a deturpazioni spesso anche inutili: un ulteriore impianto al carosello del Sellaronda, che già conta piste infinite per tutti i gusti, cosa potrebbe aggiungere?
Sono solo considerazioni un po' a caso...ma mi fa comunque molto piacere che se ne parli in un forum in cui lo spirito trail, di amore, rispetto verso la natura ed il prossimo è sentito parecchio ; - ) !!
grazie per aver preso con intelligenza la mia provocazione. e forse si, hai ragione, ha volte bisogna urlare NO.
poi ci possono essere impianti , come il carosello Ponte di Legno/Tonale, che a fronte di un mega-impianto hanno di fatto reso possibile NON usare mai l'auto per attraversare ca 20 km di valle .
cosa è meglio e più impattante, non ho così tanta competenza per dirlo, ma sul medio-lungo periodo ritengo la carbon footprint di un impianto con tecnologia ed energia verde minore di un fiume di auto ( da parcheggiare movimentare etc )
per quanto riguarda i tuoi amici che tornano, bravi, e li invidio . sia per dove sono nati sia per aver le palle quadre di tornare dove rischiano magari di aver troncate le loro carriere.
concordo che sia fantastico "parlarne" qui.

[/quote]
Grazie per lo spunto!
Vivendo nella pedemontana pordenonese sono "avvilito" nel vedere l'andamento demografico della zona.
Solo seconde case che si popolano nel fine settimane o d'estate. Ma per un giovane è durissima rimanere lì.
facile puntare solo sugli aiuti a pioggia, ma credo che i paesi di montagna dovrebbero godere di una fiscalità di vantaggio, almeno per compensare i maggiori oneri che un'azienda che si insedia lì di sicuro ha (per es. il costo del trasporto delle merci).[/quote]

again grazie a voi per l'apertura mentale e l'intelligenza di cogliere le provocazioni senza partire all'attacco.
intendevo proprio quel problema, che innesca poi il circolo , che in città è virtuoso , della gentrification. solo che in montagna è pure "touristic-ation". quindi rimangono solo bellissime 2nde case , in classe A+++++, bellissime ma accessibili solo da pochi turisti, con altissimo reddito, per pochi mesi l'anno, se non settimane, per cui inoltre inutilmente costruite in alta efficienze, usando spesso isolanti non naturali e con stili architettonici avulsi dal genius loci .
probabilmente in tutta la zona dolomitica è così, a parte piccole perle.
il problema degli interventi di fiscalità è che poi innescano inevitabilmente ulteriori confini e dis-equilibri, basti pensare la differenza tra Alto Adige e Veneto o Livigno e Bormio. e il conseguente caro-vita che esplode perchè tarato sul budget del turista.
è un pò come intervenire con impianti sciistici in montagna, cioè si mette una variante nell'equilbrio economico. per assurdo l'approccio liberista sarebbe il più naturale, il mercato è come la natura, sopravvive solo il più forte :)
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leosorry
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Re: #TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da leosorry »

In questi giorni di dibattito sulla riapertura degli impianti sciistici, segnalo queste parole di Pietro Lacaselle apparse su "Alto-Rilievo / voci di montagna".

"Se non apriamo gli impianti, per il sistema montagna, in particolar modo per quanti vivono di turismo, sarà profonda crisi."
In queste parole, tristemente vere, si trova riassunta la fragilità dell’odierno sistema economico montano. Il turismo (in particolar mondo quello legato allo sci), inizialmente assimilato dai “montanari” come attività integrativa, nel tempo ha incominciato a sostituire le diverse realtà lavorative che caratterizzavano le comunità alpine. Dagli anni Sessanta è diventato una vera e propria monocoltura, trasformando definitivamente la struttura socio-ambientale delle Alpi e, in diversi casi, degli Appennini.


- Riapertura impianti: i cannoni sparano a salve? -
Il dibattito pubblico, in queste ultime ore, si sta progressivamente orientando sulla riapertura degli impianti sciistici. Se il Governo si muove con cautela, le Regioni e le associazioni degli imprenditori funiviari auspicano l’imminente ripresa dell’attività. Una speranza tradottasi in azioni concrete e non certo prive di rischio: numerose stazioni hanno deciso di avviare i cannoni sparaneve (i cui costi economico-ambientali non sono certo irrilevanti), perché al giorno d’oggi è impensabile inaugurare la stagione sciistica senza il supporto della neve programmata. Tuttavia, se la situazione sanitaria non consentirà la riapertura degli impianti, i soldi e l’energia investiti avranno come unico scopo quello di pennellare le piste di bianco.
La decisione finale, naturalmente, spetterà agli esperti e alle loro valutazioni, nella speranza che, a guidarli, non siano solo le necessità economiche, ma anche il buon senso: un regresso pandemico potrebbe avere risvolti economici, ma soprattutto umani, ancor più pesanti.
Desidero però commentare una frase - pronunciata da imprenditori del settore e assessori regionali - che, da un paio di giorni, sta rimbalzando da un portale d’informazione all’altro:
"Se non apriamo gli impianti, per il sistema montagna, in particolar modo per quanti vivono di turismo, sarà profonda crisi."
In queste parole, tristemente vere, si trova riassunta la fragilità dell’odierno sistema economico montano. Il turismo (in particolar mondo quello legato allo sci), inizialmente assimilato dai “montanari” come attività integrativa, nel tempo ha incominciato a sostituire le diverse realtà lavorative che caratterizzavano le comunità alpine. Dagli anni Sessanta è diventato una vera e propria monocoltura, trasformando definitivamente la struttura socio-ambientale delle Alpi e, in diversi casi, degli Appennini.
A favorire il mutamento hanno contribuito decenni di politiche (la maggior parte delle quali elaborate in pianura) volte a considerare i rilievi esclusivamente per le loro potenzialità ludiche.
Tuttavia, se le monocolture possono garantire guadagni importanti e rapidi, spesso rischiano di compromettere l’indipendenza economica di un territorio. Pertanto, in caso di fallimento, l’intera comunità viene inesorabilmente travolta.
Proprio come un parassita può mettere in ginocchio chi alla policoltura ha preferito un sistema agricolo monoculturale, il Coronavirus sta mettendo in evidenza le falle dell’attuale apparato economico alpino, costruito in larga parte attorno all’industria dello sci.
Alcune località stanno provando a “disintossicarsi”, sostenendo sia un’offerta turistica più articolata (le montagne si possono godere anche senza impianti), sia quelle attività desiderose di smarcarsi dalla dipendenza dei villeggianti.
Diversificare, in un futuro non troppo lontano, potrebbe garantire maggiori sicurezze a chi risiede nei territori montani; soprattutto quando il cambiamento climatico renderà sempre più difficile sciare.
di Pietro Lacasella
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mircuz
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Re: #TheOutdoorManifesto - Marmolada 2020

Messaggio da mircuz »

Di sicuro non ci si può inventare così su due piedi uno sviluppo alternativo per la montagna, covid o non covid. Ci vuole tempo, programmazione e fondi.
Riguardo alla tassazione agevolata per la montagna, faccio un esempio banale. Qui nella mia valle stanno costruendo un acquedotto per approvvigionare le zone di pianura con acqua inquinata dai pfas (vicenda ben nota). Ecco, tu mi porti via l'acqua per motivi di salute pubblica, benissimo, ma non mi dai niente in cambio? Col cavolo, io ti metto una bomba sotto all'acquedotto!!! :twisted: :mrgreen:
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