…. però mi sembra un po’ andato in confusione. Oppure, si è sentito in obbligo di rispettare gli impegni presi con lo sponsor.
Da mesi si parla di un suo tentativo di misurarsi con la maratona per capire quanto può valere un atleta della montagna sulla distanza regina dell’atletica. Il 26 ottobre corre la Hyttenplanmila e ne esce abbastanza deluso perché sperava in un tempo migliore. E soprattutto ne esce con un infortunio alla tibia (periostite?) che gli impedisce di correre per le due settimane successive. Da lì matura la decisione di non correre la maratona di Valencia (che senso avrebbe andarci per fare un tempo mediocre?)
Nel frattempo il 26 ottobre, Ian Corless sul suo blog lancia la notizia bomba che Kilian proverà a battere il record delle 24 ore di Kouros.
La sera stessa Kilian manda un messaggio whatsapp a Corless scrivendogli: “Al momento sono infortunato, e spero di riprendere a correre nel giro di una settimana. Avevo pianificato di fare delle corse su strada quest’anno, ma al momento devo solo pensare a guarire. Forse in futuro, chissà, se gli infortuni mi permetteranno di divertirmi a tentare di correre così distante….”. Smentisce anche pubblicamente la notizia.
Poi il 16 novembre arriva l’annuncio del KilianPhantasm24h. Un tentativo di record sulle 24 ore. In Norvegia. A metà novembre. Con 7 ore di luce al giorno. Con temperature sempre vicine allo zero.
Forse… forse il lancio delle Phantasm non poteva aspettare, e visto che la maratona era saltata, toccava inventarsi qualcos’altro.
In ogni caso è riuscito lo stesso a tenere incollato mezzo mondo davanti al live. Ieri c'erano in media 15.000 persone collegate a seguire sei uomini che giravano in tondo su una pista di atletica di un posto sperduto in Norvegia che non avevamo mai sentito nominare prima
