In questi mesi di off-season e programmazione dell'anno prossimo, stavo facendo alcuni ragionamenti su che passo tenere nella varie fasi di una gara (ultra)Trail.
Alla fine, i vari ragionamenti si sono ridotti ad un'unica domanda:
È più conveniente andare forte in salita o discesa?
Mi spiego meglio: in un' ultra è molto importante la gestione energetica, cercando di risparmiare energie senza però perdere troppo tempo. Inizialmente, facendo dei calcoli spannometrici, mi ero convinto che a parità di tempo perso si risparmiasseri molte più energie rallentando in salita piuttosto che in discesa. Questo perché, a spanne, se la potenza "usata" è pari a P=F*v (forza X velocità), in salita F è molto maggiore che in piano e in discesa. Di conseguenza in salita basta diminuire di poco la velocità per diminuire di molto la potenza espressa e, quindi, risparmiare molte energie senza perdere troppo tempo. Vice-versa, in discesa per diminuire della stessa quantità la potenza espressa, bisogna diminuire di molto anche la propria velocità e, quindi, perdere molto tempo senza ottenere chissà che gran risparmio di energie. Spero di essermi spiegato....
Tuttavia:
1. Il calcolo è molto semplificato e le cose sono più complicate di così e dipendono molto dalle pendenze in gioco
2. In discesa il danno apportato ai muscoli delle gambe è molto più grande di quello che subiscono in salita
A parte il punto 1, il punto 2 significa che dopo ogni discesa il consumo di ossigeno aumenterà sempre di più a causa dell' accumularsi dei danni muscolari causati dalla discesa stessa.
Questo, quindi, porta ad una progressiva diminuzione della velocità che si riesce a mantenere sia in salita che in discesa.
Quest'anno mi sono concentrato soprattutto nell'andare forte in discesa e, in effetti, nelle discesa potevo guadagnare veramente tanti minuti, molti di più rispetto a quello persi rallentando in salita (cosa capita basandomi su quando riprendevo nelle discese le varie persone che mi passavano in salita, quindi un conto un po' a spanne).
Ho idea, però, che questo giochetto funzioni solo su gare inferiori agli 80-100 km, su gare più lunghe facendo così le ginocchia, semplicemente, smettono di funzionare.
Inoltre, la tattica funziona meglio su gare con salite e discese lunghe (più di 500m di dislivello) e pendenti.
La mia sensazione, comunque, è stata che bastasse un singola discesa tirata per perdere molta velocità nei km successivi. Dai dati delle gare fatte ho notato una perdita di velocità del 10% abbondante rispetto alla salita precedente (fatta anche solo 20-30 minuti prima).
La mia conclusione, alla fine, è che, per quanto sia vero che si possano risparmiare molte energie nelle salite senza perdere troppo tempo, i danni causati dalle discese fatte velocemente alla lunga cancellano i benefici e, anzi, ti portano ad essere mediamente più lento nelle parti finali delle gare rispetto ad equilibrare bene le velocità in salita e discesa. Anzi, forse, alla fine della fiera è meglio spingere bene in salita e rilassarsi in discesa: le energie spese le recuperi mangiando, i danni muscolari in alcun modo.
Voi avete mai osservato queste cose?