sì tieni conto che sono le approssimazioni (calcolate un po' più precise ma per i calcoli spannometrici che stiamo facendo vanno bene così, nel senso efficenza del 25% vuol dire dividere per 4, rapporto tra kJ e kcal è 4.184, approssimo e considero un fattore = 1 anche se in realtà ballerebbe un 5%) che usano anche garmin, strava, ecc
sono cose abbastanza note che si trovano su tutti i testi di fisiologia dello sport
poi ovviamente ciascuno di noi è diverso e ha probabilmente efficenze leggermente diverse a varie velocità, ma la variazione incide poco
se ci pensi anche nella corsa si usa quasi sempre l'approssimazione che le kcal spese sono uguali al peso del soggetto per i km percorsi, talvolta si mette un coefficiente di 0,9, poi in realtà si è visto che si può variare da 0,8 a 1,2 come casi estremi, ma tantè se non abbiamo a disposizione un metabolimetro approssimiamo e via, tanto alla fine su 10 km balli tra 560 e 715 kcal, ti setti su 650 e poi provi
l'altra domanda che hai fatto ,come abbiamo già detto prima e in altri thread se abbassi la velocità/intensità sposti la miscela verso i grassi, questo accade per tutti e in tutte le attività, poi la miscela può variare da persona a persona, così come l'intensità varierà da persona a persona (non solo in termini assoluti ma anche in termini relativi: un atleta magro e allenato potrà correre una certa distanza a una % più alta della sua intensità massima rispetto ad un atleta sovrappeso e poco allenato)
questo è noto ed è stato misurato in laboratorio con metabolimetri, non è stregoneria. il punto è sempre che noi non abbiamo il dato preciso su noi stessi ma non ci interessa nemmeno averlo. mi spiego meglio: a te frega sapere quanto in % stai usando di glicogeno e quanto di grassi per correre la distanza X? no, ti interessa sapere a che intensità correre la distanza X per avere il miglior risultato possibile ma non scoppiare
l'allenamento oltre a servirti a raggiungere questa intensità ottimale per la durata necessaria ti serve anche per capire qual è questa intensità, si lavora per prova ed errore, ci si corregge e ci si allena anche a percepire l'intensità dello sforzo
poi per gli appassionati di fisiologia dello sport è una figata mettersi lì a calcolare queste cose, cercare di capire se i calcoli rispecchiano quello che succede nella realtà (gara), ma all'atleta non è che deve fregare molto: deve solo cercare di capire con l'allenamento a quale intensità correre e qual è l'introito di zuccheri/h che gli consente di non finirsi come un calzino ma anche di non cagarsi nelle mutande
