TOR100 (Ao) 16.09.2026

Anteprime e cronache

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Offriends
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Re: TOR100

Messaggio da Offriends »

Secondo me sono tecniche le discese verso Oyace e Ollomont, soprattutto i primi tratti...
e la salita dopo la base di Oyace!
Labrador7
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Re: TOR100

Messaggio da Labrador7 »

E' vero, il tratto iniziale della discesa da Col Vessonaz e anche da Col Brison è ripido anche se a zig zag. Quello di Col Vessonaz anche molto sassoso. La salita da Oyace a Col Brison forse non è così tecnica ma comunque una bella botta con 1,000 metri di dislivello.
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Offriends
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Re: TOR100

Messaggio da Offriends »

Una precisazione:
io per tecnico non intendo la presenza di corde, scalini o tratti esposti, ma la difficoltà/impossibilità di correre o procedere in modo continuo/fluido...
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Corry
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Re: TOR100

Messaggio da Corry »

biglux ha scritto: 29/10/2025, 20:54
Offriends ha scritto: 29/10/2025, 16:48 Fatte entrambe (la GTC tre volte finisher) e devo dire che il TOR100 è molto più impegnativo.
È quasi lo stesso percorso del TOR330, ma il fatto che che è più corta ti porta ad andare più veloce su sentieri che sono comunque tecnici e quindi alla fine diventa molto impegnativa perché alla fine ti ritrovi molto provato. Considera che io ho trovato molte discese e salite più dure durante il TOR 100 che durante il TOR 330...
Secondo me il differenziale con la GTC è tra le 6 e 8 ore anche considerando che il TOR 100 è 10/12 km più lungo e con più dislivello sia in salita che in discesa.
Strano perché il grosso del “tecnico” del Tor (se così si può definire), mi sembra di ricordare, che dopo Gressoney era finito…
Credo perché al Tor cambiano completamente i ritmi e diventano quasi escursionistici. Quando corri, soprattutto le discese, ti sembrano più difficili ;)
Labrador7
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Re: TOR100

Messaggio da Labrador7 »

Offriends ha scritto: 30/10/2025, 15:50 Una precisazione:
io per tecnico non intendo la presenza di corde, scalini o tratti esposti, ma la difficoltà/impossibilità di correre o procedere in modo continuo/fluido...
Se la metti così, allora il 91% dei sentieri del Tor per me sono tecnici.
Io in modo fluido non sono mai riuscito a fare neanche la salitella asfaltata che da Dolonne porta al sentiero per Col d'Arp! :lol:
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biglux
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Re: TOR100

Messaggio da biglux »

Al Tor sembra tutto più difficile più che altro, perché qualsiasi cosa la fai dopo X km, X metri di dislivello e X giorni insonni! Se per tecnico si vuole definire un percorso difficile da correre in maniera “fluida” allora tutto ciò che è montagna è tecnico :lol:! Mi sono stupito, perché tempo fa (Tor2021) quando ho descritto alcuni tratti del Tor come tecnici sono stato tacciato praticamente di inesperienza…
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martin
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Re: TOR100

Messaggio da martin »

Credo che la tecnicità di un percorso è molto soggettivo. Un'alpinista come Kilian avrà una percezione, un dilettante che si è convertito dalla strada al trail di recente sicuramente avrà una percezione diversa.
Visto i tanti anni in cui ho fatto l'istruttore nella scuola di alpinismo e sci-alpinismo del CAI e guida escursionistica ho avuto tanto opportunità di osservare come i stessi tratti di montagna possono essere vissuti in modo diverso secondo l'esperienza di un soggetto.
Poi secondo me quello che dice biglux è verissimo. Durante il Tor ad un certo punto tutto sembra ingigantito dalla distanza, dislivello, tempo, stanchezza accumulata e mancanza di sonno.

Per me i tratti più tecnici del Tor stanno dentro questa lista piuttosto corta:

Discesa del Col Fenetre. Per la maggiore parte dei concorrenti viene affrontato di notte. E ripida e scivoloso soprattutto se bagnato. Ci sono catene ma non tutti sanno sfruttarle. Mi dicono che questo tratto è stato migliorato di recente con la creazione di scale scavate nel terreno.

L'ultima parte della salita al Col Entrelor. 20m di scalette fissati nella parete affiancato da un cordone da tirare. Ripida ma sicura, al patto di mettere bene i piedi e non mollare la presa sul cordone. Importante mettere via i bastoncini per avere le mani libere. Più facile se affrontato di giorno come, credo, 70% dei concorrenti.

La cresta per arrivare su al Rifugio Coda può dare da pensare nella presenza di vento forte. Altrimenti tutto ok.

La traversata prima del Rifugio Barma. Un sentiero traversante in discesa molto stretto, quasi dentro una crepa nella roccia e infestato di piccole cespugli. La pendenza che da verso il basso non è eccessivo ma scivolando si potrebbe farsi male. Qualche catena che aiuta. Non terribile!

La salita al Crenna de Lieu. Sentiero che sale una pendenza ripida su sassi e rocce, alcuni poco stabili. Arrivato fuori dalla pendenza si trova un sentiero appena prima del colle attrezzato con una corda blu che non serve a nulla.

Discesa del Col Pinter. La prima parte della discesa invita a correre ma poi si addossa verso la parte sx dove il sentiero scende attaccato alla parete in modo ripido. Ci sono catene e scale scavate (con barre di metallo fissi nel terreno) che aiutano. Di notte e con il bagnato bisogna stare attento per quei 5' in cui scendi di qua (ancora di più se in mezzo ad un temporale come è successo 3 anni fa).

Discesa del Col Vessonaz. Sentiero con tornanti piuttosto ripido su terreno molto scivoloso. Terra e sassolini che vanno via sotto i piedi. Il rischio più grosso è quello di dare una culata. 10' che sembra di essere sul ghiaccio.

Discesa dal Col Brison. Tornanti ripidi per i primi 5' con alcuni passaggi quasi in arrampicata (senza dovere usare i mani) in discesa. Basta andare piano e con calma.

Personalmente ho avuto difficolta nella traversata scendendo dal Col Champillon. Dopo la prima parte della discesa si prende una traversata che di notte e con la nebbia sembrava quasi su una cresta con un pendio ripido a sx. In seguito l'ho fatto anche di giorno ed è veramente niente di che - fatto quasi di corsa.

Col Malatrà. Ultimi metri ripidi ma con rocce a scalette e catene/corde. In più la presenza di gente che aiuta a togliere la tensione.

Quindi mi sembra che solo 1% del percorso del Tor può essere considerato veramente tecnico. Ma rimane sempre molto soggettivo.

Come sempre, IMHO.
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Corry
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Re: TOR100

Messaggio da Corry »

Invece per me è davvero il contrario. Al Tor più passano i km e più si rallenta, più i sentieri mi sembrano meno tecnici. Sarà l’adattamento o magari il rimbambimento ma io considero il tratto più tecnico quello Crosatie-Fenetre-Entrelor. Dopo inizia ad essere tutto più semplice, almeno nella mia testa bacata.
Labrador7
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Re: TOR100

Messaggio da Labrador7 »

martin ha scritto: 31/10/2025, 10:14 Credo che la tecnicità di un percorso è molto soggettivo. Un'alpinista come Kilian avrà una percezione, un dilettante che si è convertito dalla strada al trail di recente sicuramente avrà una percezione diversa.
Posso dire che al Tor '22 tornavo dopo un brutto in incidente in montagna e tra acrofobia e attacchi di panico, non solo i tratti esposti ma tutti i sentieri con una pendenza leggermente superiore rispetto a quella dove avevo avuto l'incidente, erano tecnici per me.

Alla tua ottima lista aggiungerei la salita finale del Crosatie e la discesa iniziale dopo il Loson: oltre al tratto esposto con la corda, secondo me la discesa successiva merita anche più attenzione perché molto ripida e esposto sulla destra anche esposta.

Tornando al tratto del percorso condiviso con il 100: anche tra il Bivacco Clairmont e il Col Vessonaz ci sono tratti di sentiero con un pendio molto ripido sulla sinistra. Un po' come la discesa dal Champillon ma con pendenze più elevate. Tratti come questi secondo me sono molto facili da sottovalutare e visivamente possono non apparire "innocui" ma con quel tipo di pendenza se inciampi e caschi, con la velocità gravitazionale che si prende, è un attimo a farsi veramente male o anche rimanerci. Specialmente se li fai di notte, è facile non rendersi conto della pendenza e infatti gli ultimi due Tor mi sono ritrovato a passarli in velocità fino a quando non ho guardato a sinistra e ho deciso subito di rallentare.
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martin
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Re: TOR100

Messaggio da martin »

E questo mi conferma il concetto della soggettività, che può essere dato anche dalle condizioni del momento come giorno/notte, limpido/nebbia, bello/brutto tempo.

Avevo pensato di mettere dentro la salita finale del Crosatie perché mi rendo conto che non tutti possono vederlo niente di che. Secondo me la presenza delle corde possono creare un effetto di soggezione per chi non è abituato a situazione di esposizione del genere. A me è sempre apparso piuttosto facile.

Stessa cosa per il passaggio di traversa leggermente in discesa del Loson. A qualcuno può sembrare un camino largo mentre per un'altro pare stretto. In presenza di neve o ghiaccio sicuramente non simpatico.

Fra il Clermont e il Col Vessonaz non ho mai preso in considerazione che potrebbe sembrare tecnico. Sono sempre passato di giorno e non ho mai avuto la sensazione di essere in bilico sopra una pendenza ripida. Ma può essere che di notte cambio idea come ho fatto con la discesa del Champillon ma in inverso.
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