Il Ventoux e' un luogo magico
Corso la gara nel 2004, questo quello che avevo scritto, a conferma che il Ventoux non scherza
Un'esperienza unica, difficilmente dimenticabile!
Domenica 7 marzo in terra francese si e' svolta la prima prova del challenge sud est des trails. Dopo otto ore di viaggio e code varie arrivo ai piedi del Mont Ventoux, il mitico monte sui cui ripidi pendii sono state scritte grandi pagine di ciclismo, partendo dalla tragica morte di Simpson alla grande vittoria di Marco Pantani.
Siamo a meno di 100 km da Marsiglia, nel dipartimento della Vaucluse, il clima dovrebbe essere ormai primaverile e invece a mille metri di quota nevica, poco dopo sono costretto a mettere le catene, poi finalmente arrivo a quota 1400m alla stazione sciistica di Mont Serein.
Parecchi dei migliori trailers francesi sono già sul posto, ci parliamo e siamo preoccupati per le condizioni in cui si correra' il giorno dopo, infatti dopo la nevicata si prospetta una giornata gelida con fortissimo mistral che soffiera' in vetta al "monte calvo", sono 31 i km che ci aspettano e 1860 i metri di dislivello positivo.
Domenica ci si sveglia e il Ventoux innevato e' un gran bello spettacolo, la vista spazia su tutta la Provenza, l'aria e' fresca, pungente, siamo a -10°c!!! Alle nove si parte, ci sono due km sull'asfalto che si e' trasformato in un patinoire, cio' nonostante il ritmo e' elevato e qualche caduta non manca!!
Si scende poi su un bel sentiero molto bello nel bosco a tratti anche tecnico, a meta' discesa una storta mi costringe a rallentare, con dolore riesco a continuare, un tratto su asfalto ci porta poi al ristoro e all'inizio della salita. Siamo a 400m di quota e inizia una bella salita nel sottobosco su un sentiero a tratti duro, qui cerco di sciogliere i muscoli dopo 40' di discesa e mille metri persi. Poi sui mille metri iniziamo a pestare neve e la fatica comincia a farsi sentire, man mano che si sale il vento aumenta e la temperatura diminuisce, capisco che le gambe non sono quelle giuste e cerco di non scoraggiarmi, penso anche di fermarmi all'arrivo del percorso di 22 km. Arrivo al 22° km e mi decido a continuare, sono stanco e infreddolito, ma si tratta di portare a termine quest'esperienza unica, visto cosa mi aspetta! Lasciato il ristoro ci aspettano altri 400 m di dislivello, davanti a me un muro di neve, inizio a salire con fatica, ma vedo che anche davanti a me fanno tutti fatica e salgono lenti, in alcuni tratti ci sono delle corde per aiutarci a salire perche' vista la pendenza si scivola all'indietro. Nell'ultimo tratto il vento ha ammucchiato la neve e si sprofonda, poi quando si arriva sulla vetta, il mistral soffia a una velocita' incredibile, l'aria gelida mi buca la faccia (l'unica parte scoperta!), faccio fatica ad avanzare, il vento non me lo permette, alza anche la neve che come aghi finisce negli occhi, seguo come posso le orme degli altri, sono congelato!!
Finalmente si scende, riprendo vigore, saranno infernali gli ultimi tre km vallonati sulla neve, interminabili!! Taglio il traguardo sfinito, sono quindicesimo, deluso dal risultato ma contento di aver avuto la forza di finire nonostante le condizioni proibitive.
Lo svizzero Christophe Jacquerod ha dominato la corsa e ha lasciato a quasi quattro minuti il forte francese Virgil Gadebois, terza piazza per Hervé Rodier, quarto Jan Maniak in recupero dopo l'infortunio.
In campo femminile Sonia Furtado ha lasciato la seconda Patricia Baldacchino a 7', terza a soli 4" Ivonne Radoudy. Sono 194 gli atleti arrivati, in diversi al passaggio all'arrivo del percorso di 22km han preferito fermarsi viste le condizioni climatiche. 207 hanno invece tagliato il traguardo del percorso corto, vittoria all'esperto trailer Samuel Bonaudo, davanti a Crespeau e a Chaigneau, vincitore l'anno scorso del Verdon, vittoria per Benedicte Molle nel settore femminile.
Un'esperienza unica, difficilmente dimenticabile!