Ma basta trovare cinque minuti per stendermi bene per terra prima di andare a letto e il mattino dopo sto bene.
rusty
Quindi nel tuo caso e` un problema di postura o tensioni residue che risolvi rilassando la schiena?rusty ha scritto:Io non faccio testo, perché li ho praticamente sempre avuti, scarpe o non scarpe. I miei piedi sono figli di polpacci un po' delicati e sensibili, un po' come quelli di Paula Radcliffe
Ma basta trovare cinque minuti per stendermi bene per terra prima di andare a letto e il mattino dopo sto bene.
rusty
Sì. Per mia esperienza quanto ben sintetizzi è alla base anche di problemi più complessi: risolvere le tensioni della schiena permette spesso di iniziare a identificare la somma di compensazioni che il corpo attiva per adattarsi a un problema che magari è nato molti anni prima. La mia osteopata di fiducia sta lavorando da tempo su di me in tal senso, e nella mia pratica di operatore shiatsu mi trovo spesso a osservare come il "problema" può essere molto spesso di natura anche emotiva.deeago ha scritto:Quindi nel tuo caso e` un problema di postura o tensioni residue che risolvi rilassando la schiena?rusty ha scritto:Io non faccio testo, perché li ho praticamente sempre avuti, scarpe o non scarpe. I miei piedi sono figli di polpacci un po' delicati e sensibili, un po' come quelli di Paula Radcliffe
Ma basta trovare cinque minuti per stendermi bene per terra prima di andare a letto e il mattino dopo sto bene.
rusty
Un superlavoro del polpaccio significa un appoggio non corretto, per come la so io, perché correre appoggiando sull'avampiede non significa correre sulle punte.biglux ha scritto:Sicuramente il barefooting e comunque un bassissimo o nullo differenziale di altezza tra retro- e avampiede delle "minimalshoes" preservano da traumi osteoarticolari a ginocchio, anche e colonna lombare, ma mi sembra non si menzioni il fatto che la corsa di avampiede porti ad un superlavoro del polpaccio inteso come tendine di Achille e muscoli gemelli con un rischio non trascurabile soprattutto di lesione tendinea (anche e forse sopratutto nei soggetti più allenati!). Nel numero di Correre di questo mese si enfatizza lo stile di corsa con appoggio sul mesopiede alla Gebreselassie (Pose running). Adesso mi aspetto solo che si decanti l'appoggio sul dorso del piede che poi le abbiamo passate tutte...
Sarà come dici tu (ma tutta sta "rilassatezza" dovrà pur essere supportata da un unità muscolo-tendinea che lavora!), ma personalmente corro di tallone con tanto di fiera rullatarusty ha scritto:Un superlavoro del polpaccio significa un appoggio non corretto, per come la so io, perché correre appoggiando sull'avampiede non significa correre sulle punte.biglux ha scritto:Sicuramente il barefooting e comunque un bassissimo o nullo differenziale di altezza tra retro- e avampiede delle "minimalshoes" preservano da traumi osteoarticolari a ginocchio, anche e colonna lombare, ma mi sembra non si menzioni il fatto che la corsa di avampiede porti ad un superlavoro del polpaccio inteso come tendine di Achille e muscoli gemelli con un rischio non trascurabile soprattutto di lesione tendinea (anche e forse sopratutto nei soggetti più allenati!). Nel numero di Correre di questo mese si enfatizza lo stile di corsa con appoggio sul mesopiede alla Gebreselassie (Pose running). Adesso mi aspetto solo che si decanti l'appoggio sul dorso del piede che poi le abbiamo passate tutte...
L'avampiede tocca per primo e in modo rilassato, così da sentire bene il terreno e segnalare bene via sistema nervoso come i muscoli devono ammortizzare l'impatto. Il piede appoggia per intero un attimo dopo, stando sotto il baricentro (il corpo deve rimanere un po' più dritto rispetto alla corsa di tallone, appena piegato in avanti con le caviglie come fulcro), e tutto intero "accompagna" (invece di rullare per spingere) il movimento in avanti del corpo. La muscolatura dello stinco e della caviglia deve essere rilassata, perché sennò lei parte a soffrire per prima, e i polpacci andranno a rimorchio.
Appoggio sul dorso del piede? Se Gaggio non ha già provato una scarpa che lo permetta, mi sa che ancora nessuno ci ha pensato![]()
rusty
Una corsa più naturale di quella calzata utilizza meno muscoli di quanto si creda per la propulsione - io almeno lo sento nettamente su di me, ma non saprei essere preciso. La "rilassatezza" è necessaria per fare in modo che l'impatto venga distribuito su tutta la muscolatura.biglux ha scritto:Sarà come dici tu (ma tutta sta "rilassatezza" dovrà pur essere supportata da un unità muscolo-tendinea che lavora!),rusty ha scritto:Un superlavoro del polpaccio significa un appoggio non corretto, per come la so io, perché correre appoggiando sull'avampiede non significa correre sulle punte.biglux ha scritto:Sicuramente il barefooting e comunque un bassissimo o nullo differenziale di altezza tra retro- e avampiede delle "minimalshoes" preservano da traumi osteoarticolari a ginocchio, anche e colonna lombare, ma mi sembra non si menzioni il fatto che la corsa di avampiede porti ad un superlavoro del polpaccio inteso come tendine di Achille e muscoli gemelli con un rischio non trascurabile soprattutto di lesione tendinea (anche e forse sopratutto nei soggetti più allenati!). Nel numero di Correre di questo mese si enfatizza lo stile di corsa con appoggio sul mesopiede alla Gebreselassie (Pose running). Adesso mi aspetto solo che si decanti l'appoggio sul dorso del piede che poi le abbiamo passate tutte...
L'avampiede tocca per primo e in modo rilassato, così da sentire bene il terreno e segnalare bene via sistema nervoso come i muscoli devono ammortizzare l'impatto. Il piede appoggia per intero un attimo dopo, stando sotto il baricentro (il corpo deve rimanere un po' più dritto rispetto alla corsa di tallone, appena piegato in avanti con le caviglie come fulcro), e tutto intero "accompagna" (invece di rullare per spingere) il movimento in avanti del corpo. La muscolatura dello stinco e della caviglia deve essere rilassata, perché sennò lei parte a soffrire per prima, e i polpacci andranno a rimorchio.
Appoggio sul dorso del piede? Se Gaggio non ha già provato una scarpa che lo permetta, mi sa che ancora nessuno ci ha pensato![]()
rusty
Può essere, anzi, la moda c'entra molto e crea un sacco di... metatarsi fratturati! Io credo si possa correre "scalzi" dentro scarpe tradizionali, semplicemente perché non è solo l'appoggio del piede a rendere una corsa corretta - su questo penso ci siano ben pochi dubbi.
ma personalmente corro di tallone con tanto di fiera rullata(anche se non mi accorgo di "rullare") e uso A3 neutre (A2 solo in gara) in quanto penso di essere neutro/supinatore e per il momento non ho avuto problemi. L'idea di infilarsi un paio di babbucce con suola inesistente mi sembra che sia più figlia di una moda che altro...
Sicuramente il mio polpaccio adesso lavora di piu`: da che ho iniziato ad infilare qualche corsa "scalza" o con scarpe sottili/sfondate, i miei polpacci sono molto piu` forti e reattivi. Me ne accorgo in salita (e chi lo appoggia piu` il tallone??), giocando a calcetto, ballando con mia figlia!biglux ha scritto:... mi sembra non si menzioni il fatto che la corsa di avampiede porti ad un superlavoro del polpaccio inteso come tendine di Achille e muscoli gemelli con un rischio non trascurabile soprattutto di lesione tendinea (anche e forse sopratutto nei soggetti più allenati!)..
Considera sempre che più "tacco" c'è, più il corpo si adatta alla corsa con l'appoggio sul tallone. Ognuno ha i suoi angoli di lavoro, nelle articolazioni, quindi c'è chi riesce a correre con appoggio di avampiede, o piatto, anche con 12 mm di dislivello fra tacco e punta (la media) e chi invece proprio no.deeago ha scritto:Sicuramente il mio polpaccio adesso lavora di piu`: da che ho iniziato ad infilare qualche corsa "scalza" o con scarpe sottili/sfondate, i miei polpacci sono molto piu` forti e reattivi. Me ne accorgo in salita (e chi lo appoggia piu` il tallone??), giocando a calcetto, ballando con mia figlia!biglux ha scritto:... mi sembra non si menzioni il fatto che la corsa di avampiede porti ad un superlavoro del polpaccio inteso come tendine di Achille e muscoli gemelli con un rischio non trascurabile soprattutto di lesione tendinea (anche e forse sopratutto nei soggetti più allenati!)..
Sul rischio effettivo di lesione non saprei dire, probabilmente hai ragione. Pero` (potendo) preferirei tenermi meglio i menischi ed i dischi intervertebrali (una volta usurati, mica ricrescono!) anche a costo di qualche stiramento ai gemelli.
La transizione rullata-avampiede probabilmente e` quello che fa la differenza. I miei piedi indolenziti me lo ricordano al mattino..![]()
Grazie Rusty per le spiegazioni: provero` ad osservarmi e vedere se sono applicabili annche a me.