Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Preparazione, alimentazione, gestione gara
Avatar utente
mircuz
Messaggi: 3383
Iscritto il: 26/01/2015, 16:15

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da mircuz »

Se consideriamo gare lunghe, che per gli scarsi come me vuol dire camminare un sacco, avete pienamente ragione quando dite che la testa e l'esperienza contano tanto e l'allenamento strutturato meno. Se però ci portiamo su gare in cui si corre di più, allora le cose cambiano completamente. Senza allenamenti frequenti e ben strutturati, su una gara anche corta, ma veloce, o se volete fare una bella salita di corsa, la vedo dura! Perché non si fanno le gare sempre e solo per arrivare in fondo, a volte si vuole fare un buon tempo (per noi), o superare il compagno di allenamento. In questi casi le ripetute o una seduta di corsa in più alla settimana contano eccome! E poi è bello anche allenarsi e farlo in maniera diversificata. Io se voglio rilassarmi invece di andare a correre (lentamente), metto gli scarponi e mi faccio una bella passeggiata facendo foto e fermandomi a chiacchierare con tutti ;)
mike72
Messaggi: 69
Iscritto il: 10/10/2016, 13:34

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da mike72 »

Corry....prima di tutto complimenti!! Hai portato a termine gare eccezionali, ricche di fascino e blasone, e veramente dure!!! Spero anche io tra qualche anno di poterle annoverare nel mio "curriculum"!!

E poi..sei un mito!! Le prime tre righe del tuo post, con appunto la menzione di tali e tante gare concluse con successo accanto all'espressione "allenandomi a cazzo e senza seguire tabelle" mi fa stare troppo bene :D :D :D !!

Anche perchè mi ci ritrovo perfettamente!! Nel senso che anche io, per motivi (comuni immagino un po' a tutti) di tempo e di logistica, mi alleno sicuramente a cas(zz)o: ho quasi 48 anni, lavoro tutto il giorno, e quando torno a casa mi aspettano due adorabili iene di 6 e 9 anni, alle quali non posso e non voglio togliere tempo (che già ci pensa il lavoro!); quindi un paio di volte la mattina presto prima di andare in ufficio, un paio in pausa pranzo, e qualcosa di più nel weekend in orari che non tolgano tempo alla famiglia: questo è il mio tempo!

3 volte nuoto (non ne posso fare a meno dato il beneficio per mia schiena), 1/2 corro per una mezz'ora e nel weekend provo a correre/nuotare un po' di più, ma mai riesco oltre i13/15 km....e poi vado a fare le gare da 50/60 km con 3000 D+...è chiaro che arrivo esimo, ci metto il doppio dei primi, ma...me la godo, sono felice in mezzo alle montagne, grato di poter essere in mezzo a tanta bellezza, cerco di correre più che posso ma non mi vergogno quando cammino, arrivo col sorriso, non troppo devastato e dopo una birra e una doccia rimonto in macchina per farmi le 3/4/5 ore di atuo per tornare a casa dai miei piccoli!!

Sono quindi d'accordo con chi afferma che per chi va piano conta molto la testa, la voglia, l'esperienza in montagna piuttosto che chissà quali tabelle, ma con questo non voglio assolutamente sembrare arrogante o ritenermi "superiore" a un certo modo di allenarsi, anzi, vorrei, magari quando i miei bimbi saranno un po' più grandi e potrò forse avere qualche quarto d'ora in più per allenarmi, provare a farlo meglio, in modo un po' più sensato e con la guida o i consigli di qualcuno che ne sa più di me...e vedere l'effetto che fa!!

Per ora, come dico a chi mi agli amici negli spogliatoi della piscina, mentre mi rivesto sempre di fretta..."meglio poco che...niente"!!

Un saluto a tutti,
Michele
Avatar utente
martin
Messaggi: 3316
Iscritto il: 03/10/2012, 7:27
Contatta:

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da martin »

baidus ha scritto:
Krapotkin ha scritto:aspetto l'intervento di martin che vi cazzia tutti per bene :lol:
Speriamo non veda questo post! :lol: :lol: :lol:
Lo vedo e aspetto.

In tanto mi chiedevo se un titolo migliore potesse essere “Provocazioni a caso sull’allenamento per le Ultra”. :lol:

Io e Corry, nonostante la stanchezza comune, abbiamo un pò discusso su questo topic durante il rientro a Courmayeur da Chamonix, al termine del TDS. Finche io non mi sono addormentato di colpo (sai gli anziani devono andare a nanna presto).

A presto con alcuni considerazioni, e magari qualche provocazione.
ap77
Messaggi: 788
Iscritto il: 09/12/2015, 17:01

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da ap77 »

da padano immerso nel piatto ahime, vi chiedo :
ma se non fate ripetizioni, o fartlek "tirati", come fate a potenziare le gambe , diciamo in ottica salita e potenza ? non correte mai in salita ? o nei falsipiani mangia-bevi ?
fate squat ? palestra ? scalini ? però il movimento è diverso che in salita.
non vi vengono dei crampi spaccamuscoli ? non arrivate correndo come dei babbuini sbronzi anche dopo 20 km ? solo io :(
Avatar utente
mircuz
Messaggi: 3383
Iscritto il: 26/01/2015, 16:15

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da mircuz »

Su Irun far c'era un articolo che in qualche modo "assomigliava" a questa discussione innescata da Corry. Si parlava di varie tipologie di allenamento, tra cui le tanto "amate" :mrgreen: ripetute. C'era tutta la descrizione di come e perché eseguire l'esercizio, ma senza i tempi...perché ciascuno deve fare quello che si sente, senza troppe paranoie mentali, e tanto qualche utilità ne esce lo stesso :D
Mi riconosco anch'io in questa filosofia. Mi piace fare i vari lavori, ma mi riesce difficile (più mentalmente che fisicamente) mettermi lì a guardare il minuto e il secondo. Oltretutto proprio non sopporto la fascia cardio, come mettere la camicia di forza ad un matto, dò di matto, appunto :lol:
Quindi vado molto a sensazione, pur cercando di dare una logica e un metodo alle cose che faccio. Quest'anno sono convinto di aver fatto un buon lavoro, che mi avrebbe portato qualche beneficio, non fosse stato per la maledetta anemia! Sì perché, a parte il voler migliorare le proprie performance, c'è anche chi, come me, deve combattere contro gli anni che passano per restare allo stesso livello :roll: :lol:
Avatar utente
Corry
Messaggi: 2536
Iscritto il: 05/06/2014, 16:36

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da Corry »

Krapotkin ha scritto:grazie, molto interessante leggere la tua esperienza.
ogni tanto spio su strava te ed altri ed effettivamente ho notato che alcuni si ammazzano di allenamenti e altri, come te, no.

domande:
che esperienze hai con gli infortuni?
quanti anni hai?
quanto pesi?

ciao
Ah ecco, dimenticavo di dire che fortunatamente non ho mai avuto infortuni muscolari o tendinei. (E qui probabilmente torna in gioco la genetica). Solo, come detto, tante distorsioni alla caviglia quando sono passato da strada a sterrati. Una di queste mi ha provocato una specie di blocco dell’astragalo che mi provocava dolori atroci alla testa del perone quando dovevo frenare nelle discese tecniche.
Ci ho messo un bel po’ a capire cos’era e circa 6 mesi a risolverlo. Poi più nulla.
Ho 45 anni.
Peso tra i 75 d’inverno e i 72 nei periodi pregara quando elimino dolci, caffè, alcolici e schifezze varie. Sono alto 178.
Avatar utente
Foxarts
Messaggi: 103
Iscritto il: 08/05/2019, 16:51

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da Foxarts »

ehehe, sembra un gruppo di AA...
ciao sono Foxarts, ho quasi 41 anni, peso 64 chili e non corro in montagna dal 20 agosto... :D

rileggendo un po' i messaggi, comunque, pensavo anche al fatto che l'allenamento fa comunque parte del percorso. Nel senso, ok le gare, ok non le tabelle, ma appena posso provo qualche percorso di trail di corsa per vedere come va... e anche quello fa parte dello spirito che ci affascina.

Tanto quando incroci altre persone sui sentieri l'incitamento e i complimenti, sono come quelli di una gara...
Avatar utente
martin
Messaggi: 3316
Iscritto il: 03/10/2012, 7:27
Contatta:

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da martin »

Foxarts ha scritto: rileggendo un po' i messaggi, comunque, pensavo anche al fatto che l'allenamento fa comunque parte del percorso.
Questo

Goal Orientated or Process Orientated

Faccio esclusivamente perché voglio consegnare un risultato (con il rischio di un fallimento) oppure lo faccio perché voglio essere il migliore versione di me stesso?
Avatar utente
martin
Messaggi: 3316
Iscritto il: 03/10/2012, 7:27
Contatta:

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da martin »

“I can train and plan and do all that I can to try and achieve my goals, but at the end of the day I really don’t know what will happen. But that doesn’t mean that I shouldn’t try. Because regardless of what happens, there will be a journey, a journey that will likely be filled with grand adventures and lessons learned. So, come race day my story will have an ending. What that ending will be I don’t know. But even now I can tell you that the story already has value, for the pursuit of the unknown ending has already taken me on an adventure worth living." Zach Miller.

This quote by the 29 year old American mountain runner, made famous by his balls out, lead from the front, approach to the 2016 UTMB (he finished in 6th position) and then the all out race between him and Hayden Hawks at the TNF 50 in December of the same year, is so surprising considering his young age and the small amount of time he has been in this crazy sport. Wise, far beyond his years!

Since we were all small we have been told by our parents, by our teachers and later in our careers that in order to have a good life we need to have a “goal”, an important objective towards which we can strive and, once we reach this objective we can consider ourselves successful. On the face of it this would seem not only logical but also inspiring and something worthy of our efforts. But there are problems associated with this approach and these problems can be shown in all aspects of life, however here we are concerned with sports and training for trail running, so let us look at this more closely. “Goal”oriented athletes see their race results as the final and indisputable verdict on their training program. If they don’t win, or set a PR, or perform exceptionally all the time, there is a risk of seeing themselves as a failure. So they have to win, or set a personal best, or set a record, or all of those. The same thing happens in training, if they aren’t beating their previous bests every time they train, they feel like a total failure. This leaves the athlete prone to enormous disappointments because it ends up defining the athlete’s self-worth. Win and the athlete is a winner, lose and he/she is a loser. And since nobody, not even Killian, can win all the time…..
We can contrast this approach to that of “process oriented” athletes who, as the name suggests, focus on the process. The process of training, the process of competition. Each singular race can be analysed for strengths and weaknesses (pros and cons) so that the process of training can then be modified to fix it in the future. The same goes for individual training sessions, which are simply part of a larger process of becoming a better athlete.
If the correct protocols are followed in training, the process will be met and the results will come. The process oriented athlete is still concerned with the outcome of training and competition, simply that the outcome is not the yardstick by which success is judged or not. A workout that went poorly might still be judged a success if something related to technique was improved, or, if something about how the body responds to training is learnt that can lead to adjusting future training.
In the process approach the athlete focuses on becoming a better athlete and mastering his/her sport without the results of the competition per se defining his or her self worth. It’s almost always possible to improve some aspect of your sport, a little more strength, a bit more endurance, slightly better technique. So there’s always something positive to take out of any negative outcome.
This doesn’t mean necessarily that the process oriented approach is better than the goal oriented approach. Different moments in an athletes career can require different approaches and sometimes it is absolutely indispensable to have an objective. The goal oriented approach can often work very well in the short term but it can also have a very high burn out rate. Successive failures can make it even harder to find success and it can become a vicious circle.
With a process oriented approach the outcome is less controllable and may be affected by factors beyond the control of the athlete. It requires a great deal of trust on the part of the athlete that the process will get them satisfactory or even excellent results.
So young Zach is probably right, the journey, or in less prosaic terms the process, is what will get you to the start line in the best possible mental and physical state. And, most probably, will also get you to the finish line in the most enjoyable manner, again and again and again.
Avatar utente
Corry
Messaggi: 2536
Iscritto il: 05/06/2014, 16:36

Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggio da Corry »

Bello anche se per me, lo ammetto candidamente, se non ci fosse l’obbiettivo della gara, o meglio del riuscire a completare la gara, non riuscirei ad allenarmi nemmeno una volta al mese :lol:
Rispondi