Ricerca delle performance

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Moderatore: leosorry

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pollo
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Iscritto il: 09/09/2010, 9:27

Re: Ricerca delle performance

Messaggio da pollo »

Innanzitutto ricordiamo che queste sono corse in montagna, gare, competizioni, chiamiamole come vogliamo, ma è implicito che con un numero sulla pancia, un cronometro che va e un podio che aspetta stiamo parlando di agonismo e di performances ad esso legate. Se sei un top punti in alto, se sei un medio punti ad una certa percentuale in classifica, se sei uno lento punti ad arrivare entro il tempo massimo, ma sempre di sfida contro il tempo si tratta. Non raccontiamoci che siamo lì per il puro piacere di correre, se così fosse faremmo solo delle uscite private e qualche TA.
Ricordo che nell’ambiente della vela d’altura, quando apparvero le prime barche ultraleggere si sentivano i vecchi dire “sì, sono arrivato dietro, ma ho dormito con le lenzuola e pasteggiato a prosecco”, e i giovani rispondere “certo, ma pur di arrivare davanti anche di un solo minuto sono disposto a dormire poco e bagnato, e a mangiare la prima scatoletta che mi capita in mano con una sgolata di coca cola calda”.
La gara è gara, l’obiettivo è arrivare davanti, o comunque nel minor tempo possibile, e nel rispetto del regolamento.
Fino a quando i tribunali continueranno a sostenere che la responsabilità è degli organizzatori, i concorrenti si adegueranno al minimo regolamentare (nel caso dell’UTMB 1 kg di materiali !!! + 1 kg di acqua), gli organizzatori fermeranno le gare quando reputeranno che le condimeteo non sono sostenibili con le attrezzature regolamentari e i concorrenti dovranno stare zitti e mangiarsela (ergo l’esternazione post UTMB interrotto Kilian Jornet poteva risparmiarsela).
In realtà si può partire per una corsa anche in versione “leggerina”, e consci di ciò, da buoni “alpinisti”, saper valutare l’evoluzione meteo e se del caso decidere quella che Messner considera la cosa più coraggiosa da fare in montagna: tornare indietro, rinunciare alla vetta.
Alla partenza dellUTMB di quest’anno si è visto di tutto: gente con il sacco della spazzatura contro la pioggia e gente con sette chili di zaino, gente che sapeva di avere assistenza e poteva permettersi un abbigliamento balneare e pazzi incoscienti, escursionisti attrezzati che sono arrivati in fondo alla CCC e top runner in ipotermia.
Io sono stato controllato prima della partenza e tra le altre cose mi hanno anche pesato il sacco: 3050 grammi con un litro d’acqua, giacca a vento tipo guscio ma leggera, due maglie di pile leggero, un pantalone di pile medio, guanti e berretto di pile leggero, maglietta di ricambio e il materiale obbligatorio, tanto? poco? Di sicuro con quei materiali non passavo il col de la Seigne con zero gradi, ottanta kmh di vento e pioggia battente e, da “alpinista” quale penso di essere, avevo già messo in conto l’eventualità di dover tornare indietro.
La tendenza? Nulla di diverso da quanto accade ora, semplicemente si fermeranno le gare al primo refolo di vento ed alla prima goccia di pioggia perchè da regolamento si sono autorizzati i concorrenti a partire in braghe di tela e scarpe da danza, fino a quando non si faranno regolamenti più restrittivi, si richiederanno più punti , che bene o male significano più esperienza, per essere ammessi, e la soglia di condimeteo per fermare quella che, ricordiamolo, è sempre una gara si alzerà un qualcosina.
Se poi invece qualche giudice riconoscerà che una liberatoria firmata dal concorrente solleva l’organizzazione da ogni responsabilità, allora ne vedremo delle belle: i top potranno sostenere che le gare non vanno fermate, più di qualcuno, top e non top, ci rimetterà le penne, e certe corse con condimeteo apocalittiche verranno vinte da tapascioni in pedule e copripantaloni imbottiti.
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