Ho ripescato la cronaca che scrissi nel lontano 2004 per podisti.net, alla fine è anche un pò colpa mia se ora c'è il tirone ... e non solo del kappa!
11 Luglio 2004 Ecomaratona del Ventasso
Boschi, ruscelli, brughiere sui sentieri del lupo
Ecomaratona o corsa in montagna?
Sempre piu’ numerose le offerte in calendario, tra skyrace, corsa in montagna, ecomaratone, eco-halfmarathon ci si inizia a confondere.
Puoi trovarti a fare una corsa in montagna di soli 30 km e metterci mezz’ora in piu’ del tuo best time alla maratona d’Italia o arrivare al 20° km dell’ecomaratona del Ventasso e non riuscire a credere che non sei neanche a meta’ ma il tuo strumento da polso che osa segnare anche i secondi sta facendo le 3 ore: segna l’ora della crisi nella Maratona su “asfalto”.
E’ a questo punto che uno si perde e inizia a chiedersi, “ma che ci faccio qui?”, se lo chiedono quelli che son venuti perche’ era “comunque” una Maratona, alcuni faranno una bella scoperta e per tutta l’estate attaccheranno al chiodo le scarpe da fondo veloce, altri non torneranno ma ne parleranno con gli amici podisti che incuriositi verranno al loro posto.
Molti podisti della prima edizione li ho sentiti delusi, al pasta party sotto il diluvio che era veramente un peccato per il vino che si annacquava mentre l’amica Germana cercava di uscire dal bosco, il motivo un venti minuti in piu’ rispetto l’anno scorso.
Rincuorati dalle classifiche hanno capito che erano stati venti minuti in piu’ quasi per tutti, per qualche variazione del percorso.
Ecco il tempo che conta, il proprio, e di quest’anno, si puo’ raffrontare con il primo uomo o con la prima donna, fare correzioni in piu’ e in meno quando i primi sono campioni come quelli intervenuti a Busana, a volte ci si raffronta con l’amico/rivale, ma questo e’ meno corretto, porta ad una competizione che quando non sono io che riesco a migliorare spero che sia lui a peggiorare.
L’importante e’ non fare medie al chilometro, non nelle ecomaratone, queste splendide gare che possono essere nel deserto, prima o poi riusciro’ ad andarci, o nel letto di un fiume, spesso lungo i sentieri di montagna.
E’ il caso di questa splendida Ecomaratona nel Parco del Gigante, attorno al Monte Ventasso, e perche’ non in cima fino alla croce nella versione Corsa in Montagna?, passando dal bel lago di Calamone, salite nel bosco e discese ripide, giusto 2 km di asfalto per rincuorare chi credeva che non avrebbe piu’ corso appoggiando pari il piede, in realta’ era solo un riposo prima del massacrante fondo “mosso” degli ultimi Km.
E’ stato altrettanto bello scoprire un angolo di Appennino che forse in pochi conoscevano, passare dalla fabbrica della campane di Castelnovo, vedere sullo sfondo la Pietra di Bismantova,
figura imponente di arenaria per climber esperti, avere sul depliant il Parco Cerwood da ricordare per una passeggiata sul ponte tibetano e un lancio con le liane, la fontana con l’elefante, vista e piaciuta a tutti, le indicazioni per le “ippovie”, cavalli liberi al pascolo, la scale nel parco ….queste forse no ma ci stavano anche loro, le acque termali del Monte Ventasso bevute in abbondanza ad ogni ristoro, le rocce magmatiche vicino a Casale ma anche il profumo di genziana e il profumo di stufato al rifugio del lago.
Vien voglia di tornarci, la gambe ancora gonfie, sara’ per la prossima edizione….confermo il desiderio di arrivare alla croce, sperando che Rosy e Vincenzo mi leggano.