Buongiorno a tutti, a New York non sono riuscito a connettermi, per cui oggi mi sto facendo una scorpacciata di messaggi scritti qui sul forum. Riguardo al Challenge vorrei precisare alcune cose.
Innanzitutto il PERCHE' era nato questo Challenge. Non voleva essere una
Grande "summa" dei Trail più celebrati di ST, non era stato affatto presentato con questo spirito. Viceversa, voleva essere un'occasione per far ritrovare fisicamente le persone che spesso si incontrano virtualmente sul forum. Le gare del Challenge erano quelle organizzate dai redattori della rivista, nonché moderatori del forum, e unirle in un circuito era stata un'idea spontanea.
Detto questo, abbiamo due grosse colpe:
1) I ritardi e gli errori nelle classifiche, che certo sono importanti e attese da tutti, nonostante si trattasse di un challenge senza pretese di classifica.
2) Il pensare che oggi il trail in Italia sia quello di 2 anni fa.
Non è più così. Prima sul forum prevaleva la voglia di correre e di ritrovarsi assieme, cosa che fortunatamente accade ancora nei trail autogestiti. Qualche tempo fa però questo accadeva anche nelle gare. Adesso invece nelle gare si cerca sempre la perfezione, l'eccellenza, quando la perfezione nell'organizzare gare trail non può esistere (vedi UTMB 2010). Ben venga la tolleranza zero sulla questione sicurezza, o le critiche costruttive su altri aspetti organizzativi. Ma mi sembra che si stia perdendo il senso del partecipare alle gare per divertirsi. Questo voleva essere il challenge, un'occasione (anzi, quattro occasioni) di incontro, di condivisione e di divertimento.
Ho premesso che questo è stato un nostro errore, perché il movimento trail cambia velocemente e non siamo stati al passo con i tempi. Un Challenge "casalingo" ora non è più apprezzato, occorre l'eccellenza anche qui. Ma non è quello che ci interessa, né lo scopo per cui era nato il Challenge ST. Per cui ringrazio tutti i partecipanti, al Circuito e alle singole gare, mi scuso ancora a nome di tutti noi per gli errori nelle classifiche, e spero che la fine di questo challenge possa essere l'inizio di una nuova "era trail" da vivere (e correre) più serenamente.

Simone