mircuz ha scritto:Martin è colpa mia che di solito faccio i lavori di qualità e veloci durante la settimana e poi il lungo lento nel week end! Diciamo che a me sembra logico basare gli allenamenti lenti sul tempo e invece quelli veloci sulla distanza. E comunque hai certamente ragione quando indichi il tempo come valore di riferimento da preferire per il trail.
Passando all'argomento RPE, ma a vostro avviso quando si sta effettuando un allenamento impegnativo e si sente un livello di fatica maggiore a quello previsto, è meglio insistere e stingere i denti, o mollare e ripiegare su una seduta più blanda? La fatica in alcune situazione si sente sempre, ma a volte senti che riesci a gestirla, mentre altre volte provi una sensazione sgradevole di fatica eccessiva. Non so se mi spiego.
Penso che quasi tutti gli atleti fanno "i lavori di qualità e veloci durante la settimana e poi il lungo lento nel weekend", incluso i miei atleti e io personalmente. Solo che trovo più comodo, intuitivo e remunerativo utilizzare intervalli di lavoro (non necessariamente ripetute ma tutte le forme di allenamento, tranne quello che ho menzionato nel intervento precedente) basati sul tempo (e RPE) che non su distanza.
Ma anche il lungo lento del weekend non è solo un lungo lento. Si può anche inserire "variazioni di ritmo" durante il lungo oppure lavori di fartlek o ripetute in salita che spezzano la monotonia del lungo. Qualche volte il lungo potrebbe essere un progressivo oppure improntato con un ritmo più brillante (Steady State/Race Pace). Ma quasi sempre, tranne per le ripetute in salita, basati sul tempo/RPE.
Per quanto riguarda la tua domanda penso che se stai rispettando correttamente la RPE (cioè l'intensità percepita dal corpo) non è possibile sentire un livello di fatica maggiore a quella prevista. Magari procederai con un ritmo più lento di quello solito o quello della settimana scorsa ma l'impegno fisico sarà lo stesso. Quindi non c'è una scelta fra "stringere i denti, o mollare e ripiegare su una seduta più blanda". Stai sbagliando la RPE e basta. Quindi bisogna calare un filo l'intensità. Tutto lì. E questo non è, e non deve essere visto, come un fallimento del allenamento. E soltanto che il tuo corpo in quel momento non reagisce come ha reagito in un altro occasione e i motivi possono essere tanti - stress di lavoro, mancanza di sonno, litigio in famiglia, mangiato male o insufficientemente, disidratazione, insufficiente recupero ecc. ecc. Ma ai fini dei stimoli allenanti ricercarti l'allenamento è stato svolto bene. Cioè lo stress prodotto è stato lo stesso e quindi dato la stessa quantità e qualità di recupero gli effetti positivi saranno pressoché uguali.
Credo, ma può darsi che sbaglio, che alla base di questa tua affermazione - "La fatica in alcune situazione si sente sempre, ma a volte senti che riesci a gestirla, mentre altre volte provi una sensazione sgradevole di fatica eccessiva." - sta la credenza che bisogna sempre svolgere l'allenamento allo stesso ritmo, o ritmo superiore, a prescindere. Che è il ritmo ottenuto che è il fattore allenante. Invece a livello fisiologico è l'intensità del lavoro come percepito dal organismo che è il fattore allenante. Questo sta alla base del "General Adaptation Syndrome" di Hans Selye (circa 1950) che al suo turno sta alla base di qualsiasi teoria di allenamento. Quoto una frase del libro "Monitoring Training and Performance in Athletes" ed. Human Kinetics.
"The reality is that the effect of training dosage on training adaptation is very complex. A wide range of factors and interactions occur during training that make it difficult to analyze the training adaptation response. Practitioners must keep in mind that the impacts of stressors are additive and that other factors can affect the athlete's ability to respond and adapt to the stressors that result from the training...."
Il GAS predice anche che applicando troppo stress all'organismo si va verso una situazione di eccessiva stanchezza che richiede periodi giù lunghi di recupero e che questo può eventualmente scadere in uno stato di "overtraining". Quindi se il nostro idea di allenamento è sempre di applicare lo stesso ritmo, o ritmi più veloci, c'è il rischio di applicare uno stress eccessivo in quelle occasione in cui l'organismo non è al 100%.