3 domande a TAMARA LUNGER

di Maurizio Scilla

Tamara si definisce “una sognatrice innamorata delle montagne”, una sportiva che fa della montagna il suo terreno di gioco ideale. Come sci alpinista è stata campionessa del mondo e ha vinto due volte la leggendaria “Pierra Menta”. Ma è soprattutto come alpinista che si è fatta conoscere negli ultimi anni, nel 2014 ha raggiunto la vetta del K2 senza l’uso dell’ossigeno! Ma ha fatto anche qualche incursione nel mondo del trailrunning, vincendo la Transalpin Run in coppia con Annemarie Gross.

Il prossimo 30 luglio Tamara Lunger sarà a Susa (To) sulla linea di partenza del triplo Vertical Red Bull K3, pronta a sfidare il mitico Rocciamelone, dalle pendenze (quasi) impossibili.

Così le abbiamo fatto 3 domande come saranno i chilometri verticali che dovrà superare.

tam ann

Tamara cosa ti affascina di questa gara?

Io amo semplicemente la fatica, il dislivello e anche la gara. Certo, la gente si aspetta sempre una Tamara vincitrice, ma io lo faccio per puro divertimento e per allenamento. Ed è proprio questo amore senza aspettative su di me, che mi fa andare sempre più in alto :-)

Quali pensi siano le difficoltà maggiori?

Penso il tanto dislivello. Queste cose così ripide e “corte” non le faccio quasi mai. Il sapersi gestire secondo me fa la differenza tra i vincitori e quelli che lo vorrebbero essere :-)

Credi ci siano delle similitudini tra raggiungere una vetta d'alta quota e il K3?

Hmmm, si fa fatica in tutte due le situazioni, ma certamente la gara è molto più veloce che una salita in spedizione. La cosa simile è la passione, il fascino di andare in montagna e di vederla prima dal basso e poi “scalarla” con un dislivello così importante. Sono sempre grata, perché mi è stata regalata la possibilità di vivere la natura camminando con due gambe sane. E poi che fascino essere in cima, dove sei lontano del mondo “normale” e sopra la maggior parte della gente. E’ figo, no?  :-)

k3


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