UMBRIA TRAIL VIAGGIO NEL CUORE VERDE D’ITALIA

Testo di Leonardo Soresi

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Il bikepacking sta conquistando sempre più appassionati e in ogni regione italiana nascono nuove manifestazioni che propongono “tracce” che guidano i partecipanti alla scoperta degli angoli più affascinanti del territorio.

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Ai piedi della Basilica Maggiore di Assisi

 

Niente classifiche, piena autosufficienza, nessun tempo limite: sono queste le caratteristiche che contraddistinguono i “trail in bicicletta”: messo in secondo piano l’agonismo, lo spirito è proprio quello del viaggiatore che vuole attraversare con lentezza un territorio, rimanendo sempre immerso nella natura più suggestiva. Alla partenza c’è anche chi affronta il percorso con spirito “atletico” tentando di fare il percorso senza fermarsi mai e nel minor tempo possibile. Questi, però, sono davvero una sparuta minoranza: la maggior parte dei concorrenti cerca di coniugare l’aspetto sportivo con la scoperta di un territorio.

L’Umbria Trail, nata nel 2020, è un piccolo capolavoro, che chiede molto in termini di fatica, ma che ripaga il partecipante con un itinerario straordinario che attraversa buona parte del “cuore verde d’Italia”, tra boschi e vette dell’Appennino. L’anello disegnato dagli organizzatori misura 450 km e circa 10.000 metri di dislivello, con partenza e arrivo sulle sponde del Lago Trasimeno. In mezzo c’è tutto quello che questa regione meravigliosa può offrire.

 

Mappa percorso

 

UMBRIA TRAIL IN QUATTRO GIORNI

Abbiamo completato l’Umbria Trail in quattro giorni, che ci sembrava un buon equilibrio tra aspetto sportivo della manifestazione e aspetto “turistico”: nulla vieta, ovviamente, di rallentare ancora o, al contrario, di allungare le singole tappe per completare prima l’anello.

 

 

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Piazza del Popolo di Todi

 

Primo giorno: Passignano sul Trasimeno – San Gemini: 135 km e 2.700 m+

Partenza da Passignano alle otto e mezza del mattino, e primi chilometri scorrevoli lungo la ciclabile che corre lungo le sponde del Lago Trasimeno. Ben presto si sale verso il Monte Marzolana: da lassù una vista impareggiabile sul lago e le sue isole (isola Maggiore e isola Polvese). Si prosegue, tra strade bianche e casali, fino a san Venanzo (60° km) conosciuto come “il paese dei vulcani”. Il suo centro abitato sorge proprio sulle pendici di un cono vulcanico ed è famoso per la “venanzite” una roccia vulcanica unica al mondo.

Dopo la roccaforte medievale di Monte Castello di Vibio e il suo Teatro della Concordia (il teatro più piccolo del mondo!) il trail segue un percorso ciclabile lungo il Tevere, nel parco fluviale omonimo che si sviluppa per più di 50 km. Una lunga salita ci conduce a Todi (100° km), fin nel cuore della centralissima Piazza del Popolo, cuore pulsante della città, che culmina da un lato con la Cattedrale di Maria Santissima Annunziata e dall’altra con l'imponente Palazzo del Capitano.

Chi è stanco può decidere di fermarsi qui, altrimenti, per chi ha ancora “gamba”, vale la pena continuare fino a San Gemini, nota per le sue terme e per l’omonima acqua, ricca di Sali minerali, famosa sin dall’epoca romana.

 

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 Le gallerie della Spoleto-Norcia

 

Secondo giorno: San Gemini – Norcia 110 km – 2800 m+

Tappa più corta, ma non meno impegnativa, che subito parte con un singletrack tra Acquasparta e Portaria, lungo una diramazione secondaria dell’antica via Flaminia. Si attraversa Portaria, con le sue mura ancora intatte, passando attraverso la possente Porta Romana, e poi si affronta nel silenzio del mattino la salita che conduce a Macerino, altro borgo meraviglioso da riscoprire, con le sue alte mura e i possenti torrioni. Per gli amanti della mountain bike, inizia un tratto divertente, in singletrack nei boschi, prima della picchiata finale su Spoleto, tra le più affascinanti città d’arte dell’Umbria. Qui è d’obbligo una sosta, per passeggiare, con la bici al seguito, tra le vie e le piazze affollate di turisti. Foto d’obbligo davanti al Duomo, simbolo della città, e, se siete arrivati all’ora di pranzo, è l’occasione giusta per gustare le fettuccine al tartufo nero.

Usciti dalla città il percorso segue la ciclabile Spoleto-Norcia, un’ex ferrovia “alpina” che è un esempio di ingegneria con le sue 19 gallerie (la più lunga di oltre 2 km) e 24 viadotti. Scendendo su queste pendenze verso Sant’Anatolia di Narco e la Valle del Nera, pare impossibile che qui, nel 1926, ci passasse un treno!

Siamo entrati nella Valnerina e qui inizia l’estenuante salita che ci porta dapprima a Vallo di Nera, un paese-monumento che emerge a stento dai boschi, con le sue case di pietra chiara, e poi su fino al valico, con l’altopiano di Mucciafora che offre uno scenario incantevole per il ciclista solitario.

Ultima parte della tappa è la discesa su Roccaporena (il paese natale di Santa Rita), Cascia, con la basilica della Santa, e riprendere infine la greenway del Nera che conduce a Norcia, dove le tracce del terremoto ci lasciano senza fiato: le impalcature in acciaio sorreggono ancora a stento il centro storico devastato.

 

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La Basilica di San Benedetto a Norcia

 

Terzo giorno Norcia – Spello: 135 km – 3.800 m+

In assoluto la tappa più bella per chi ama la montagna: la lunga salita fino ai 1.500 metri di altitudine del rifugio Perugia, ci conduce alla spettacolare vista sulla Piana di Castelluccio di Norcia. Anche se non siamo nel periodo della fioritura, questo altipiano carsico ai piedi del monte Vettore ha qualcosa di magico: la lunghissima strada rettilinea che divide in due la pianura, con le mandrie di pecore pascolano ai lati della strada, lo fa assomigliare tantissimo a uno scenario della Patagonia cilena.

In cima al poggio c’è Castelluccio, martoriato dal terremoto, che tenta faticosamente di rialzarsi grazie a un turismo che qui non si è mai fermato.

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La piana di Castelluccio e il Monte Vettore, quasi sempre avvolto dalle nuvole

 

Da qui si sale ancora verso occidente, scollinando il Monte delle Rosa, per poi iniziare una fantastica traversata in quota fino a Monte Colventoso.

Una discesa impegnativa di mille metri di dislivello, conduce fino al comune di Preci, alle porte del parco nazionale dei Monti Sibillini, dove, chi vuole concludere il giro in cinque giorni, può fermarsi. Per chi intende proseguire, si riprende la Valnerina fino a Cerreto di Spoleto, dove inizia un tratto davvero solitario e impegnativo lungo la montagna folignate. Qui il trail impone il passaggio, breve ma indimenticabile, per il borgo di Rasiglia, la “piccola Venezia dell’Umbria” con i suoi 50 residenti: grazie al passaparola sul web, Rasiglia è diventata una star dei siti di viaggio, con le sue casette di pietra che si alternano ai mulini e specchi d’acqua formati da ruscelli e cascate.

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I cavalli liberi dei Monti Sibillini

 

La parte finale di questa lunga tappa porta a Spello, conosciuto come “la città dei fiori” che decorano ogni angolo della città vecchia e tra maggio e giugno riempiono la città con la storica Infiorata del Corpus Domini che trasforma le strade del borgo medioevale in uno spettacolare tappeto di petali di fiori.

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Rasiglia, la “piccola Venezia d’Umbria”

 

Quarto giorno: Spello – Passignano sul Trasimeno: 75 km - 1.500 m+

Tappa breve, che non porterà via più di mezza giornata per i biker più rapidi, che invece meriterebbe di essere dilatata per assaporare con più calma le sue meraviglie: Assisi, alle pendici del monte Subasio, e poi Perugia, il capoluogo di Regione. Inutile, qui, fare un elenco delle meraviglie della città di San Francesco e di Santa Chiara, basti solo dire che la traccia da seguire attraversa interamente la città, fino ai piedi della Basilica di San Francesco.

Lo stesso dicasi per Perugia, cui si arriva di soppiatto, evitando il traffico, grazie al sentiero naturalistico lungo il Tevere e all’antico sentiero delle Lavandaie che collegava il capoluogo Umbro al fiume. Una volta attraversato l’arco acuto di Porta Pesa, il nostro consiglio è di scendere dalla bici e dedicare almeno un paio d’ore a perdersi tra la Fontana Maggiore, il Palazzo dei Priori, la Rocca Paolina.
L’organizzazione ha poi scelto di farci gustare una chicca prima di lasciare Perugia: a pochi passi dalla piazza principale, si diparte l’antico acquedotto, oggi diventato un cammino pensile sospeso tra le case e i quartieri di Perugia, che ci conduce fino a Porta di Sant’Angelo.

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Via dell’Acquedotto a Perugia

 

L’Umbria Trail è quasi finito, ma verrebbe voglia di rallentare, perché fino all’ultimo metro il sentiero ci riserva soprese e orizzonti che fanno spalancare gli occhi: la villa del Colle del Cardinale nella valle del torrente Caina, Castel Rigone, un pittoresco borgo medioevale affacciato sul Lago Trasimeno, e poi una discesa in technicolor fino alle sponde del lago stesso, mentre il sole gioca a lanciare riflessi sulle acque calme.

 

MA QUANTE “UMBRIE” CI SONO?

Si fa presto a dire Umbria, ma in realtà pedalandoci dentro, si scopre che di Umbria ce n’è più di una. Ecco qui di seguito alcune delle “Umbrie” che abbiamo incontrato in questo viaggio.

L’UMBRIA VERDE

Non è un caso che l’Umbria venga spesso definita “Cuore verde d’Italia”: la natura umbra è esuberante e onnipresente. Si parte dal Parco del Lago Trasimeno, con strade bianche che non hanno nulla da invidiare a quelle della tanto decantata Val d’Orcia. Poi si susseguono il Parco fluviale del Tevere, il Parco Fluviale del Nera, l’incredibile Parco dei Monti Sibillini, il parco del Monte Subasio. L’intera traccia dell’Umbria Trail è immersa in un paesaggio fatto di verdi colline che si alternano ad altipiani, vallate, pianure e catene montuose che offrono viste impareggiabili. Già la sola Piana di Castelluccio, al centro del Parco dei Monti Sibillini, con le mille sfumature cromatiche delle montagne circostanti vale tutta la fatica del viaggio.

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Salendo i sibillini con il Pian Grande di Castelluccio di Norcia a fare da sfondo

 

L’UMBRIA DEI SANTI

La storia dell’Umbria è anche la storia di una spiritualità fortissima, segnata dalla vita dei tanti Santi che vissero qui. San Francesco, la cui impronta straordinaria è rimasta impressa in ogni pietra di Assisi. E poi Norcia, ai piedi dei Sibillini, dove vissero San Benedetto e la gemella Santa Scolastica. E ancora Cascia sulla cui altura troneggia la basilica di Santa Rita.

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San Francesco predica agli uccelli - Giotto

 

L’UMBRIA DEI BORGHI MEDIEVALI

L’Umbria è un concentrato di ricchezze artistiche incredibile, in cui paesaggio, arte, storia e cultura si miscelano alla perfezione. Con la vostra bicicletta attraverserete, fra le altre, le piazze di Todi, San Gemini, Spoleto, Cascia, Norcia, Spello, Assisi, Perugia, per finire a Passignano sul Trasimeno, uno dei “Borghi più belli d’Italia”.

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Tramonto sulla Rocca di Spoleto e Ponte delle Torri – foto di Manuel Donati

 

L’UMBRIA DEI SAPORI

A differenza degli ultratrail in cui non ci si ferma mai fino al traguardo, nelle avventure in bikepacking la sera, quando si smette di pedalare e si cerca un alloggio, è dedicata all’incontro con i sapori del territorio. Insomma, se durante il giorno è la vista a saziarsi con panorami incredibili, la sera è il gusto che diventa il senso migliore per esplorare il territorio. Gli ingredienti principali della cucina umbra sono i legumi, i salumi, l’olio extravergine di oliva, i formaggi, ma anche pesci di lago e fiume e prodotti del bosco. Spaghetti al tartufo nero di Norcia, trote del fiume Nera, le zuppe con le lenticchie di Castelluccio: sono solo alcuni dei piatti tipici che avrete modo di assaggiare lungo questi 450 km di percorso. Lungo il percorso incontrerete una miriade di agriturismi, norcinerie, trattorie dove poter assaporare i piatti tipici di questa regione.

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MATERIALI

Gravel o Mountain Bike, l’Umbria Trail si presta ad entrambe le soluzioni, purché non si esageri riducendo troppo la sezione delle gomme: per le gravel è sconsigliato scendere sotto i 40 mm. Solo la discesa dalle montagne di Castelluccio di Norcia è davvero impegnativa: niente di troppo tecnico, ma oltre mille metri di dislivello in picchiata rendono decisamente più comoda una mtb rispetto alle gravel.

Essenziale l’uso di luci, anche per chi non dovesse decidere di pedalare di notte: occorre infatti percorrere l’ex ferrovia Spoleto Norcia, trasformata in ciclabile, con numerose gallerie non illuminate (la più lunga è di oltre due km). Per questa avventura abbiamo optato per la Olight RN1500 (https://www.olightstore.it/rn1500.html) , una 1500 lumen, come dice il nome, che permette una visibilità incredibile: nei tratti notturni, alla massima potenza, sembra di pedalare come fosse giorno.

 Olight RN1500

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Impermeabile all’acqua (livello di protezione IPX7) garantisce una durata massima di oltre 12 ore all’intensità più bassa. Altrettanto importante, questa volta per la sicurezza stradale, la luce posteriore: ci sono inevitabili tratti asfaltati, soprattutto quando occorre entrare nelle città. In questo caso è davvero opportuno avere una luce come la Olight Seemee, visibile fino a 800 metri e con un’uscita da 30 lumen (https://www.olightstore.it/seemee-30-luce-bici.html).

 Olight Seemee

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