Simone Corsini secondo al Tor 2022

Intervista di a cura Matteo Grassi

Foto © Tor des Géants

 

Ciao Simone, innanzitutto complimenti per il tuo bellissimo Tor, che vorrei tu ci raccontassi un po', magari partendo proprio dalla fine, cioè dall'arrivo a Courmayeur: mercoledì alle 13 e 27, dopo 75 ore e 27 minuti.

 

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© Zam Agency

 

Che emozioni hai provato?

Arrivare al traguardo di Courmayeur è sempre un'emozione speciale, un po' perché ci si arriva dopo un lunghissimo viaggio in cui si hanno molti alti e bassi soprattuto emotivi, un po' perché ci si rende conto di essere riusciti a completare un altro Tor, cosa mai banale.

 

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© Carolina Valsecchi

 

Ti aspettavi questo risultato? L'hai cercato?

Il podio no, non me l'aspettavo. Sono partito molto sereno avendo imparato molte cose lo scorso anno. Mi ero preparato una tabella dei tempi per provare a finire in 75 ore, consapevole che avrei trovato molto difficoltà, fortunatamente non mi sono sbagliato molto! 

 

Quando hai realizzato che stavi facendo una grande gara?

Già dal primo colle mi sentivo molto bene e vedevo il gruppetto di testa con quelli forti davvero (Russi, Collè..), quasi incredulo perché lo scorso anno li avevo visti solo alla partenza. Poi quando sono uscito dal Barma in seconda posizione ho iniziato a realizzare che stavo facendo una bella gara.

 

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© Alessandro Dini

 

Raccontaci un po' di come l'hai gestita. E come l'hai preparata.

Ho sempre cercato di mantenere un ritmo costante senza farmi trascinare dal ritmo folle dei primi, la prima notte è passata abbastanza velocemente, nonostante avessi già qualche problema di sonno. Nella discesa infinita verso Donnas ho avuto problemi di stomaco che mi hanno costretto ad alternare la corsa alla camminata poi nella salita al Coda, complice il ritmo inferiore e il caldo mi sono ripreso. A questo punto della gara la stanchezza inizia a farsi sentire, il passaggio a Niel è stato fantastico con tantissima gente a tifare, una bella iniezione di forza insomma. A Gressoney mi sono fermato a dormire 30 minuti come mi ero programmato, prima di ripartire per la parte più complicata del Tor. Il tempo passa e km accumulati iniziano ad essere veramente tanti, arrivo a Valtournanche in grossa crisi, fatico ad andare avanti, provo ad incamminarmi verso il Barmasse con qualche dubbio sulla mia tenuta.

Poi si sa com’è il Tor, si muore e si rinasce! Mi riprendo e arrivo ad Ollomont, sosta tecnica per bendaggio piedi e riparto. L’ultima alba verso Saint Rhemy, poi il Maltrà e giù verso Courmayeur. A Pas Entre mi dicono che Andrea (Macchi) sta salendo come un treno ed è a soli 25 minuti da me, cerco le ultime forze e mi butto in discesa vero il traguardo… dopo 75 ore di nuovo a Courmayeur! Finalmente!

Consapevole di cosa fosse il Tor quest’anno ho cercato di aumentare il dislivello e le distanze in gare partecipando alla Vdg 90 km e alla GTC 100, oltre ad altre gare su distanze inferiori. Nei mesi estivi tanto dislivello sul Monte Cusna vicino a casa con i miei amici che sono anche venuti a seguirmi e supportarmi al Tor.

 

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© Carolina Valsecchi 

 

Avevi già fatto un'ottima prova lo scorso anno (5° in 82 ore e 45')... Quando nasce il tuo amore per il Tor?

Nasce alcuni anni fa per colpa di mio zio, che mi ha fatto conoscere il Tor. Lo seguivo da casa con estrema ammirazione e un po' di perplessità su come si potesse fare cosi tanti km. Poi è arrivato il lockdown, la libertà di correre che viene a mancare e la testa che cerca una via di fuga così mi iscrivo quasi per scherzo. È lì che inizia la malattia del Tor! 

 

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© Carolina Valsecchi 

 

Cosa significa il Tor per te, come è entrato tua vita, come scandisce e influenza la tua stagione di gare e allenamenti?

Indubbiamente il Tor ti cambia, ti da tanto ma ti chiede anche tantissimo. Il tempo per l’allenamento, la pianificazione delle settimana della gara, l’alimentazione, le gare di avvicinamento... stravolge un po' tutto. Sono però molto fortunato ad avere persone che mi supportano quotidianamente in ogni mia scelta, la mia ragazza e la mia famiglia , senza di loro nulla sarebbe possibile. Anche loro hanno fatto il Tor girando tutta la Valle d’Aosta in camper per farmi assistenza.

 

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© Stefano Coletta

 

Obiettivi per il futuro? Ti rivedremo al Tor 2023 o hai altre mire in vista?

Avevo detto che mi sarei preso un anno di pausa dal Tor, ma non so se riuscirò a resistere. Adesso farò qualche settimana di recupero poi se sarò pronto vorrei fare qualche altra gara prima di fine anno.


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